Diciassettesimo
disco di inediti della band fiorentina, il cui marchio è portato avanti con
ostinazione e fierezza dal chitarrista e autore dei testi Federico Fiumani. Iniziata
agli albori degli anni ’80 in una Firenze influenzata dal dark e dalla new wawe
anglosassone, la carriera della band ha visto alternarsi alla voce, prima dello
stesso Fiumani, Nicola Vannini e Miro Sassolini. Attualmente la band si
presenta come un terzetto con Luca Cantasano al basso e Lorenzo Moretto alla
batteria. Alle registrazioni di questo album ha partecipato inoltre, suonando
piano e tastiere, Gianluca de Rubertis de Il Genio.
Si tratta in tutto di dodici
canzoni, dominate dalla poetica fiumaniana, che alterna come sempre in maniera
umorale ironia e sentimento, sussurri e urli, dolcezza e ira. Particolamente
‘pulsante’ il cuore del disco, con due pezzi molto tirati e trascinanti come la
title-track ed Energia del rock. Si
lasciano ascoltare volentieri anche Entropia, il pezzo più meditativo del lotto, come
suggerisce lo stesso titolo ‘filosofico’, e Madre
superiora, brano ‘sentito’, nel
pieno stile fiumaniano: refrain cantato a squarciagola, anzi a un certo punto
urlato e distorto ‘nature’, senza l’ausilio di vocoder o altre diavolerie
elettroniche. Verso la fine il tocco di classe: la profonda e dilatata Grande come l’oceano, in cui il Nostro rivela la sua
giovanile infatuazione per i Ramones.
Insomma,
una buona uscita, in linea con uno stile caparbiamente portato avanti in ormai
30 anni di musica e parole dal buon Federico, e un disco che non mancherà di
appassionare e ‘trascinare’ nelle instancabili esibizioni live della band.

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