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sabato 18 febbraio 2012

Modì - Il suicidio della formica. Esce il disco d'esordio, finalmente.

<Pubblicato per ENERGIE 9 http://rivista.energie9.org/>


Finalmente è arrivato, o meglio, sta arrivando. Insomma, finalmente il primo album ufficiale di Giuseppe Chimenti in arte “Modì” esiste e toccherà aspettare solo fino al 17 marzo per vederlo portato alla luce. C'è stata una specie di spasmodica attesa per questo suo primo album chiamato“Il suicidio della formica”, spasmodica per chi, come me, lo segue artisticamente da qualche tempo, conoscendo l'evoluzione che ha portato poi alla nascita di questo suo primo Long Play, attraverso il suo lavoro precedente, “Odio l'estate”, un Ep di 6 tracce prodotto in collaborazione con il Circolo degli Artisti, all'epoca di Raniero Pizza.

“Il suicidio della formica” è arrivato solo dopo anni di duro lavoro, di ricerca di suoni, di una identità ed arriva in questo scenario da “età dell'oro” per chiunque sappia suonare e possegga una chitarra acustica e sappia anche solo vagamente cantare. Arriva casualmente in questo scenario fatto di cantautorati sterili e sospiri al microfono. Questo artista e quindi questo album, arrivano da un'altra storia, da un'altra strada e non è figlio dei vari Dente, Brondi, come la maggior parte di coloro che adesso fanno la voce grossa sui palchi “underground” di tutta Italia. Questo lavoro può essere visto come una “involuzione” in termini d'impatto sonoro, per chi conosce il Modì dei tempi di “Radioattività”,ma ovviamente il discorso non è così semplice. Questa sua evolutiva involuzione è il frutto di un modo diverso di approccio ai testi, che li rende intimi, che li rende assimilabili al punto da non aver bisogno di essere urlati. L'esempio decisivo è l'ottava traccia, “Preferisco il silenzio”, per chiunque l'avesse ascoltata in versione “elettrica”.
Nel suo essere acustico e con impronte folk, questo disco, non crea mai la classica patina di offuscamento, non crea quel senso di vuoto tra una pennellata di chitarra e l'altra, non crea mai quella sensazione di solitudine sonora di un cantautore al cospetto dei suoi stessi pezzi; Modì affronta i suoi stessi pezzi con decisione, con una completezza sonora che difficilmente si trova in giro, questo disco è di una maturità che non si trova mai in un disco d'esordio. Si apre con le atmosfere quasi oniriche di “La persistenza nella memoria”, per poi tornare alla realtà con “La ballata del grande nulla” (cover di “Big ballad of nothing” di Elliott Smith) e “Gli anni chiusi in tasca”. La malinconia di “Carnevale” e “Di venerdì tutto succede”, che ci introduce a quella che, forse, è la traccia più bella del disco “L'amore ci brucerà” che sarà anche il secondo video estratto dall'album dopo “Suicidio in stazione”, nata da una storia vera. Si arriva alla chiusura dell'album e Modì ci riporta nella malinconia rassicurante con “Preferisco il silenzio” e “Il suicidio della formica” che potrei definire “una curiosa e sacrosanta favola contro il lavoro”.

Per vedere Modì dal vivo ed ascoltare i pezzi dell'album o comprarlo in anteprima, dovrà recarsi il 17 marzo presso il Circolo degli Artisti, dove avverrà la presentazione ufficiale, con molti ospiti. Il disco vedrà poi la luce per Hydra Music dal 20 Marzo.

NoizeWave
Ora pro nobis.



Qui, potete vedere il secondo video estratto: L'amore ci brucerà.   

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