Secondo
disco del duo svedese composto dalle sorelle Joanna e Klara Söderberg, il cui progetto
segue il revival country-folk e la riproposizione in chiave moderna delle
atmosfere degli anni ’60-‘70 americani (Dylan, Simon e Garfunkel, Crosby,
Still, Nash & Young, Joni Mitchell, Beach Boys) fieramente portato avanti
da band come i Fleet Foxes, aggiungendo una particolare gradevolezza derivante
dalla scelta delle melodie e dal perfetto intarsio delle voci. Il disco si
compone di undici tracce dominate dalle bellissime voci delle titolari del
progetto, ben inserite nell’impeccabile tappeto sonoro realizzato in buona
parte da loro stesse, visto che, oltre a cantare, Joanna e Klara suonano anche
chitarra e tastiere. Un approccio musicale dunque genuino e alieno da orpelli
elettronici che viene riproposto nelle esibizioni dal vivo, che prevedono la
presenza solo di un batterista ad accompagnare le sorelline.
Tra
i brani degni di nota, la title-track e iniziale The lion’s roar chiarisce già, con il perfetto intarsio di voci,
percussioni e mandolino, le coordinate musicali del disco. Emmylou parte da un rimpianto
nostalgico dell’estate causato dall’arrivo dei freddi venti invernali per
cantare nel ritornello due splendide coppie della musica folk americana, quelle
formate da Gram Parsons ed Emmylou Harris (cui è intestato il titolo), e da
Johnny Cash e June Carter. Blue nasconde sotto l’ammaliante tappeto sonoro il
riferimento a una donna che gli accidenti della vita hanno reso impermeabile al
contatto con gli altri. In the hearts of
men esprime invece il desiderio tutto femminile di indagare nel profondo i
cuori degli uomini. To a poet, pezzo caratterizzato da un delizioso
cambio di passo nell’ultima parte (propiziato dall’irrompere di quartetto
d’archi e fiati), traveste il rimpianto per un abbandono nel riferimento alle
parole del poeta Frank O’Hara.
Insomma,
un disco gradevolissimo, sicuramente tra i più belli tra quelli usciti in
questo inizio 2012.
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