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domenica 9 ottobre 2011

Laura Marling-" A Creature I Don't Know" (Recensione)

(Presente anche su Stordisco 08/10/2011)
Myspace Santo Subito!
È il caso di dirlo a proposito di questa cantautrice britannica.
Probabilmente sembrerà una frase blasfema considerando che forse questa è ormai l’era del Faccia-libro e che il povero Myspace si è dovuto mettere da parte, ma per Laura Marling è stato fatale. È stato il mezzo per arrivare a farsi notare.
Inutile dirvi quanto sia giovane la nostra cantautrice, quasi mi vergogno a dirlo, ma lei ha solo 21 anni, è nata infatti nel 1990, e ha già 3 album all’attivo, parecchi Ep e un curriculum di tutto rispetto. Tanto che si è aggiudicata un Brit Awards come “miglior artista femminile britannica”e un NME Awards. Ha spesso collaborato con I Noah and the Whale, gruppo inglese Folk\rock e i Mumford & Sons. Ma lo scarto di Laura Marling è accentuato da uno stato ancora in bilico tra la padronanza e la voglia di crescere e affermarsi.
E questo nuovo album non fa che confermare tutto ciò.
È, a mio parere, forse poco immediato, un primo ascolto non basta, ma è proprio al secondo e al terzo ascolto che si comincia a comprendere quanto sia giusto che Laura Marling sia riuscita in qualche modo a ritagliarsi una bella fetta nel panorama musicale inglese e non solo.
“A Creature I Don’t Know” è il titolo del suo nuovo lavoro, incentrato su questa Creatura sconosciuta che intimorisce e che ci porta sempre ad un costante lavorio interno, tra la paura e il desiderio di divincolarsi, effetto di una terribile tensione. Tema ampliamente esplicato nel brano “the Beast” nucleo centrale del concept della Marling che riecheggia sottilmente nelle sonorità e nelle note basse, tratti di Pj Harvey. Ma spero di non essere scontata nel cercare le influenze di questa giovanissima artista in personalità forti del quadro musicale degli anni ’60\’70 come Joni Mitchell, Suzanne Vega e Sandy Denny. Infatti oltre a saper impugnare una chitarra ed avere un attitudine Folk, hanno in comune un forte senso di straniamento e di tendenza all’inquietudine e alle forti suggestioni, ma che in Laura Marling, forse grazie alla sua giovane età, vengono attutite e mitigate da suoni che tendono ad andare oltre queste sensazioni, come possiamo rilevare nel brano “My friends”. L’incipit dell’album è affidato al brano “The Muse”, quasi ci fosse bisogno di una topica invocazione alle Muse, che con “the Salinas” danno quel sapore tipicamente Folk dalle tinte Dylaniane. Non manco di notare anche un accenno a Leonard Cohen, come si può assaporare nel brano “Night After Night”. Un “nu\Folk” quello di Laura Marling ricco di spunti e assolutamente consigliato.
Curiosità! Non è stata di parola la Marling che aveva annunciato due Album nel 2010, e invece il seguito di “I Speak Because I Can” , “A Creature I Don’t Know” è uscito solo questo settembre! Ma è comunque un album da tenere sott’occhio!

giovedì 6 ottobre 2011

CARMILLA Vs OVERCAOS! (Intervista doppia)

-pubblicato su www.noicattaroweb.it il 05/10/2011-
(curato da Gaetano Sanitate, Marica Ciavarella e Annachiara Càsimo)

Facciamo un salto nella vicina Casamassima e conosciamo questi ragazzi.
Carmilla e il Segreto dei Ciliegi nasce dal progetto solista di Giuliana Schiavone e affonda le radici nel romanzo “Carmilla” di S. Le Fanu in cui il vampiro donna Carmilla riesce ogni volta a rigenerarsi nel corso dei secoli. E così, anche la nostra Carmilla tende al cambiamento. Infatti negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi cambi di formazione e sound: da solista, a rock band e oggi in un ensemble intimo ed essenziale a tre con Roberto Ficarella alla batteria e Anna Surico alla chitarra (già chitarrista dei CFF e il Nomade Venerabile). Oggi il trio propone un live visionario ed intenso. Li ascolteremo il 19 Ottobre sulle frequenze di Radio 103, nel programma Indiepercui ore 21 e per tutto il prossimo autunno nei migliori locali baresi. http://www.youtube.com/watch?v=XoW0KZfUXyY
Gli Overcaos sono una rock-noise band. A differenza del gruppo precendente suonano ormai in pianta stabile con quattro elementi: Enrico Ricco (voce, chitarra), Federica Simone (basso), Giuseppe Ronghi (batteria) e Angelo Abbatecola (chitarra). Le loro canzoni rimandano in alcuni frangenti ai Marlene Kuntz dei primi album e ai Massimo Volume. Finalisti morali del concorso musicale Suoni a piede Libero (per il voto della giuria erano terzi) evidenziano ottime potenzialità di composizione e presenza scenica. http://www.myspace.com/overcaos
1. Presentate la vostra musica
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Dovremmo, forse, parlare della nostra “musicalità”, ancora prima della nostra musica”: il suono è una componente fondamentale della vita umana, costante, viscerale e universale. Carmilla e il Segreto dei Ciliegi si riallaccia proprio a questo concetto, diventando metafora della musicalità innata che trova la sua forma nella musica” e resiste al tempo. Carmilla, con la sua capacità di rigenerarsi, rianagrammando le lettere del proprio nome, sopravvive ai cambiamenti e incontra la sua identità. I ciliegi sono al contempo simbolo di coraggio: esili e delicati, resistono al freddo invernale, generando unʼintensa, e seppur breve, spiazzante fioritura. La musica anima, muove, distrugge quello che più non serve, e crea uno spazio pulito, ogni volta, per accogliere ciò che è “nuovo”. Il suono ci riallaccia alla nostra natura più autentica, dove il giudizio, il giusto o sbagliato, non esistono; la musica è il nostro posto sicuro”.
Overcaos:
Si possono scrivere i rumori?
2. Citate tre gruppi/musicisti che vi influenzano
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
La musica crea ponti e suggerisce emozioni senza imporle. Queste emozioni, pur nascendo dal vissuto dellʼartista, diventano in qualche modo una dimensione emotiva dellʼascoltatore. Questo è il grande potenziale del “suono umanamente organizzato” come affermava Blacking. Artisti che mi “emozionano” sono quelli che fanno musica con passione e umiltà, artisti che si sono donati alla musica, quasi con devozione. Mi hanno sicuramente “segnata” artisti come Smashing Pumpkins, la scena cantautorale italiana, soprattutto De André, di cui apprezzo tantissimo Anime Salve, e The Cure.
Overcaos:
Noir desir, sonic youth, Piero Ciampi
3. Fate un appello convincente ai locali delle nostre parti o agli organizzatori di una qualsiasi festa di paese affinchè vi facciano suonare dietro rigoroso rimborso spese.
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
In una società sempre più orientata all'omologazione e alla mercificazione, anche la musica è diventata bene di consumo. La maggior parte delle persone si convince di poter vivere cercando nella società quelle uniche realtà che in TV (principale fonte di "cultura" dei nostri giorni) sono proposte come forma di intrattenimento: calcio, reality show, ostentazione dell'eccesso e del cattivo gusto. Anche la musica diventa merce: spogliata quasi del tutto del suo valore artistico e simbolico, impacchettata da abili farmacisti in pillole di forma e colore sempre uguale, facilmente riconoscibili, da vendere al prezzo più alto possibile. Permettere ai gruppi emergenti di suonare i propri pezzi dal vivo significa opporsi a questo meccanismo. Valorizzando anche economicamente la passione e l'impegno che c'è dietro ogni singolo progetto di musica d'autore si permette al pubblico di confrontarsi con qualcosa di completamente nuovo e unico, sicuramente diverso dalla musica alla quale è abituato, con la speranza che possa nascere la voglia di cercare nella musica l'appagamento che solo una forma d'arte libera da qualsiasi stereotipo può dare.
Overcaos:
Il minimo che si possa offrire è diventato il massimo che si possa avere, è un contrasto che rende ridicolo ogni appello. Ad onor del vero ci piace suonare, e il non rifiutarci di farlo in situazioni al limite dell’assurdo ci ha permesso di conoscere un bel po’ di sorrisi nuovi . Invitiamo gli altri gruppi a boicottare gli assessori ignoranti e tirchi della nostra provincia che cercano di riempire le programmazioni estive dei nostri paeselli con esibizioni dal vivo low cost ed i concorsi che continuano a chiedere soldi ai gruppi, come galleristi con pittori emergenti.
4. Quanto è importante per un musicista assistere ai concerti? - Consigliate ai nostri lettori un
gruppo/musicista che vi ha particolarmente entusiasmato dal vivo.
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Due artisti che abbiamo ascoltato insieme di recente dal vivo sono Paolo Benvegnù e Moltheni, lʼemozione è stata grande, si tratta di artisti che non si limitano a “eseguire” i loro pezzi ma che li vivono, e tu lo senti in qualche modo. Avrei voluto anche assistere a un concerto degli Smashing Pumpkins dei tempi di Mellon Collie, Adore, o Machina. Suonare dal vivo è importantissimo. Quando suoni crei un dialogo con gli altri, emozioni e ti emozioni. Lʼascolto della musica dal vivo ha un potenziale enorme. Quale musicista riuscirebbe a definirsi tale se non perseguisse come uno dei suoi obiettivi principali il “fare musica” concreto? Fare musica significa collegare gli strumenti e iniziare a suonare e cantare i tuoi pezzi, comunicarli. Ogni volta in cui suoniamo non esistono più domande o aspettative durante la performance. Tutto quello che interessa è comunicare un'emozione che è mia ma che può dare qualcosa a chi ascolta. Quello che conta è la dignità della comunicazione, esprimere non concetti fini a se stessi ma donare qualcosa che resti, che "nutra" e fare del nostro meglio perché questo accada.
Overcaos:
Scontato dire che è essenziale veder suonare per imparare a farlo. Dal vivo ci hanno lasciati a bocca aperta gli Zu e ci ha emozionato l’energia di Lou Reed quest’estate a Lecce. Abbiamo un gran bel ricordo della data dei Ministri e dei Fratelli Calafuria al Nordwind (2008 ..?) insieme: tonnellate di energia un po’ brilla e di umiltà, sperando che resti anche con un contratto discografico alle spalle.
5 . Consigliate una vostra canzone all'altro gruppo -
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Addestro il pensiero” per la sua intensità. Rappresenta una domanda sul confine tra le cose e il loro nome, le loro etichette, tra quello che diciamo e quello che vorremmo o avremmo voluto dire, sussurrare o urlare, denunciare. Addestro il pensiero più limpido che ho per sopravvivere anche quando il mio pensiero è "viola". " Finto è il confine tra la colpa e il suo nome". Dare un nome diverso alle cose non ne cambia l'essenza e né l'assenza di un nome cambia la sensazione che le accompagna. Il testo nasce da una domanda su quello che accade dentro e più in generale su come la comunicazione dei media abbia il potere di plasmare e modificare la notizia di base o dirottare, deviare la realtà dei fatti.
Overcaos:
Per Carmilla, “Spleen” .
6. È da poco uscita la lista dei finalisti aspiranti al Premio Tenco. Se aveste potere decisionale, a quale disco (non necessariamente fra quelli arrivati in finale) assegnereste la targa come Miglior album in assoluto dell'anno?
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Hermann” - P. Benvegnù. Tutti i brani dellʼalbum sono collegati da un fil rouge concettuale; i testi mi raccontano lʼ“umanità” con unʼestrema, delicata, intensa umanità”. Tutto di questo lavoro mi comunica, dal concept della copertina, a ogni singola composizione testo-musica. Apprezzo particolarmente pezzi come “Venite, avanzate” o “Love is talking” e mi rammarico del fatto che la vera arte, quella umile, non sia valutata come meriterebbe, e resti alla maggior parte delle persone per lo più sconosciuta. Bisognerebbe diffondere buona musica in maniera inconsapevole e inconscia, bisogna che la buona musica sʼinfiltri e corroda questo triste e sterile panorama, vuoto di contenuti, e ancor peggio, di emozioni.
Overcaos:
Che brutta domanda. Di quelli in concorso non ci piace quasi nulla (nemmeno Vasco, gli si è rotto il disco). Di quelli usciti quest’anno avremmo candidato il lavoro di Cristina Donà e l’EP degli Overcaos
7. La vostra cover preferita.
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Irata-CSI o Bloodflowers dei Cure, semplicemente per quello che mi comunicano: le sonorità di questi pezzi e i loro testi contattano parti di me profonde e autentiche. Credo però che una cover non sia semplicemente da “eseguire”. Una cover rappresenta una grande sfida perché devi trasporre la tua percezione soggettiva del pezzo rispettando la linea del suo autore.
Overcaos:
Atmosphere, joy division
8. Quali sono i vostri progetti per i prossimi mesi
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
 La nostra demo “Carmilla e il Segreto dei Ciliegi” è nata dal bisogno di fissare in una forma semplice ma immediata un certo percorso creativo. La registrazione è nata dalla consapevolezza di essere già “nuovi” in un certo senso ma anche dalla convinzione che fosse importante stabilire un “punto” per accogliere in maniera più autentica gli stimoli e le direzioni che rispecchiano maggiormente ciò che siamo oggi. Siamo a lavoro su alcuni pezzi che suggeriscono una linea più sperimentale e più nostra. Quando riascolto le tracce o vivo il momento delle prove, riconosco una parte di me, di Anna e di Rob in ogni sonorità, come se ognuno di noi imprimesse la sua impronta nel pezzo che alla fine diventa “unico” ma fatto di mille sfaccettature. Cercheremo di “comunicare” quanto più possibile la nostra musica, attraverso i live che stiamo organizzando per lʼinverno, e anche attraverso lʼuso creativo del nostro blog: http://carmillaeilsegretodeiciliegi.blogspot.com
Overcaos:
Prove e la registrazione di un paio di brani in presa diretta, da portare con noi nella ricerca invernale di concerti!

sabato 1 ottobre 2011

"Tell Me" di Jessica Lea Mayfield





Classe ’89, anellino al naso, faccia pulita. Apparecchio ai denti, voce sottile. Malinconia, giovinezza e stile.
Lei è Jessica Lea Mayfield. Il suo esordio precoce a 15 anni, con l’EP “White LiesEP”, fa sì che venga notata da Dan Auerbach, leader dei Black Keys, che la introduce in un mondo più adulto di fare musica, non più relegata in una cameretta. Il 2008 è il momento del suo primo LP “ With Blasphermy So Heartfealt” album prodotto dal già citato Dan Auerbach che si dirà entusiasta di lavorare con lei. L’etichetta del musicista Folk\Rock è limitante per un’artista come Jessica, che va al di là del bel modo di fare musica e riesce ad immetterti in un mondo che passa dalla tenerezza all’angoscia, quasi stesse cantando e suonando in una dimensione parallela, forse ancora rinchiusa nella sua cameretta.
Nel 2011 è il turno del suo nuovo LP “Tell me” uscito a Febbraio, sotto l’etichetta Nonesuch\Warner ma non è ancora tardi per parlarne e soprattutto non è inutile perché quest’album è sicuramente un lavoro che arricchirebbe la libreria musicale di ognuno di noi! Brani come “Somewhere in Your Hart" e "Sometimes at night ” gli sceglierei come colonna sonora delle mie giornate. In questo nuovo lavoro ritroviamo uno spettro di suoni e atmosfere cupe che scioglie il Folk e le chitarre graffianti per abbracciare un Pop più delicato ma sempre accattivante. Il brano d’apertura del disco “I'll be the one that you want someday” parte con un intro un po’ alla Nancy Sinatra ma la soluzione del pezzo si risolve in modo meno ipnotico e più introspettivo così come la canzone che chiude invece l’album “Sleepless” è totalmente pregna del carattere emotivo e intimo di questa cantautrice. Il lavoro di Jessica Lea Mayfield riporta a questa ondata di nuovi e giovanissimi talenti quali Laura Marling, Sarah Jeffe, o gruppi come Wye Oak ( duo di Baltimora che mescola il Folk con noise) o ancora come The Everybodyfiedl.

Curiosità! Il nome di Jessica Lea Mayfield lo troviamo anche nello Spin, album tributo ai Nirvana, con il quale “Nevermind” viene totalmente e interamente e (forse meno fedelmente) interpretato da artisti del calibro dei Meat Puppets e dei Vaselines, proprio nel 2011, anno in cui cade il ventennale dell’album. Jessica coverizza il brano “Lounge Act “
"Tell Me" è un album consigliato e lei, lasciatemelo dire, è una tosta!

giovedì 15 settembre 2011

Intervista agli "AcomeandromedA"

Gli AcomeandromedA sono il gruppo che più ha impressionato la giuria tecnica e popolare del concorso musicale Suoni A Piede Libero, svoltosi a Rutigliano il 23-24-25-30 Agosto scorso. Ma questo è solo uno dei tanti palchi che negli ultimi anni hanno visto di scena il gruppo rock di Castellana nato nel 2008. Nel loro curriculum compare la presenza alla “Settimana della cultura italiana a Banja Luka (Bosnia Erzegovina), Alterfesta nel 2009 a Cisternino, Aritmia Mediterranea nel 2009 all'Arci di Molfetta, spalla a Bugo e Offlagadiscopax nel 2009, la partecipazione al Meeting delle Etichette Indiependenti di Faenza e al Saint Rock Festival di Mola nel 2008, vittoria del Festival Suoni a Sud Est sia nel 2008 che nel 2009 e la vittoria al Gioia Rock Festival quest'estate (presidente di giuria Vanni La Guardia dei CFF e Il Nomade Venerabile). Guidati dall'istrionico e quasi isterico Vito Indolfo che alterna la voce al flauto traverso, il gruppo dimostra di saperci fare sul palco, con maturità ed eleganza. Un tappeto sonoro piuttosto rock accompagna i testi intensi e mai banali di Vito, spesso accompagnato dal tastierista Willy Elefante alla voce.

E' in uscita questo mese il loro primo album dal titolo “Occhio comanda colori” http://www.rockit.it/album/15964/acomeandromeda-occhio-comanda-colori

Visto il successo riscosso a Rutigliano qualche settimana fa, il 17 Settembre prossimo sarà possibile assistere ad un loro concerto alla Festa de L'Unità di Noicàttaro in via Carmine. Non mancate all'appuntamento di una giovane rock band nostrana promettente.
Il 21 Settembre, inoltre, saranno ospiti in studio nella nostra trasmissione Indiepercui di Radio 103 (FM 103.7).

Abbiamo registrato per voi una loro intervista.

Presentate il vostro progetto artistico con principali riferimenti musicali e/o lettarari
AcomeandromedA nasce all'inizio del 2008 con l'ambizioso obiettivo di proporre qualcosa di nuovo, che prescinda da una logica prettamente commerciale del far musica.
Una realtà musicale vicina al rock, come cultura e modo d’essere, ma sicuramente non esauribile nello standard di etichette specifiche. Fra le influenze più evidenti s’intuiscono il grunge e il noise, con preziosi richiami alle atmosfere progressive che rivivono in chiave moderna.

Indiepercui si occupa anche di selezioni musicali post-live. Quali sono tre canzoni che fareste ascoltare subito dopo un vostro concerto?
Magari qualcuno del pubblico coglie l’ “occasione” e allora:
Je t’aime.. moi non plus – Serge Gainsbourg
Careless Whisper – George Michael
Ostia – Zu
In ordine rigoroso

Come meglio può sopravvivere l'attività musicale dalle nostre parti: fare rete con altri gruppi e/o organizzazioni del settore; puntare su un approccio egocentrico ed estetico del proprio progetto musicale; altro...?
L’attività musicale sopravvive se si è pronti a fare tutto ciò che non si pensava di dover fare: come si può si deve andare avanti, se non si può si deve potere.

Due parole per invitare la gente ad ascoltare il vostro disco!
Ad occhi chiusi

lunedì 5 settembre 2011

"Suoni a Piede Libero" libera la musica!


Un bella serata di fine agosto ha visto di scena il concorso musicale Suoni a Piede Libero a Rutigliano il 23-24-25-30 Agosto scorso, ideato dall'associazione Menti a Piede Libero con la collaborazione di Extrablatt Cafè, Odessa Recording Studio, Indiepercui (Radio 103), Officine Ufo, Radio Onda Attiva e Canapa Puglia. I concorsi musicali sono una opportunità per le band locali di farsi ascoltare, di farsi le ossa, di mettersi alla prova. Ogni amministrazione ha il dovere di sostenere iniziative di tal genere, per sostenere l'attività dei ragazzi del nostro territorio che si occupano di suonare strumenti, comporre canzoni, fare i tecnici audio, promuovere eventi. Un modo, insomma, di fare esperienza e quindi “curriculum”. La burocrazia e gli esosi costi, a volte inspiegabili per una attività non commerciale, come la Siae, rendono spesso arduo per i giovani far tutto da soli.
La catalogazione della musica in etichette quali “alternativa” - “commerciale” - “indie”, “mainstream” è un modo per snaturare la musica stessa, ghettizzarla e renderla oggetto di tifo da stadio. La musica è una. E questo è il principio che sembra aver mosso i ragazzi di Menti a Piede Libero, regalandoci quattro serate interessanti. All'esibizione a concorso (con voto popolare e di giuria tecnica) di otto gruppi locali (Acomeandromeda -vincitori-, I Mari di Ossian, Spasmi, Overcaos, Mordente, Fantasya, I Bohemiens, Altra Linea) si è ben amalgamata la nostra selezione musicale Indiepercui: siamo stati sorpresi da alcuni ragazzi che si sono interessati alla musica da noi selezionata, chiedendoci informazione sui brani. Far circolare musica nuova si è rivelato il minimo comun denominatore delle serate. In particolare, il festival è stato caratterizzato dal derby in finale Putignano-Castellana tra gli Acomeandromeda (Castellana), un gruppo rock solido e ben più maturo degli altri, e I Mari di Ossian (Putignano), giovani ragazzi intenti, con buoni risultati, a miscelare musica e teatro. Il voto popolare ha spinto i padroni di casa Spasmi sorpredentemente in finale, lasciando forse ingiustamente fuori il noise-rock degli Overcaos da Casamassima.
La finale è stata suonata nella splendida location delle Officine Ufo. Non importa tanto chi sia stato il vincitore. La musica non è competizione, è sensazione intima personale di chi ascolta. Ed è dunque favoloso garantire all'ascoltatore un'ampia varietà di musica, senza preconcetti, senza limitazioni di genere, lingua o, peggio, di popolarità. L'ascolto di nuova musica: è questo ciò che l'associazione Menti a Piede Libero ha offerto. Ed è un peccato che i ben più ricchi e influenti mass-media siano in controtendenza, con scalette musicali ripetitive di talenti preconfezionati.

sabato 9 luglio 2011

Italia Wave a Lecce tra Rock, Misticismo e Horror


-La sabbia mi cullerà a suon di litanie di altri tempi. Guarderò il mare sopito nella sua forza distruttrice e, quando il sole sorgerà, aprirò gli occhi dall'orlo increspato, vedrò l'alba blu.- (thanks to Annachiara)

L'alba blu è quella del 17 Luglio prossimo sulla spiaggia di San Cataldo (Le) che sarà annunciata dalla voce liturgica di Giovanni Lindo Ferretti (punk filosovietico ai tempi della guerra fredda, punk cattolico ai tempi del materialismo-ateismo mainstream -ma la sostanza resta la stessa-). Con il suo “A cuor contento tour” impreziosirà la nuova edizione di ITALIA WAVE LOVE FESTIVAL targata Lecce. In questo tempo che corre, il tempo moderno, l'uomo ha ormai poco spazio e tempo da dedicare alla tortuose vie della spiritualità. E le famose mete di pellegrinaggio cattolico risultano essere obsolete fiere di mercanti del Tempio: visto il risultato delle prevendite sembra che, almeno per questa volta, San Cataldo catturerà più fedeli di San Giovanni Rotondo!!

L'Italia Wave Love Festival nasce dalle ceneri del famoso Arezzo Wave, un festival di musica emergente nato nel 1987 e che per quasi 20 anni ha portato sul proprio palco la migliore musica rock nazionale e internazionale indipendente.

Dal 14 al 17 Luglio, in una rinnovata location salentina, l'Italia Wave Festival, in collaborazione con Puglia Sounds, offre un Wake up stage con le migliori band italiani emergenti dei concorsi “Italian Wave Band” e “Aspettando Italian Wave” (pineta di San Cataldo, ingresso gratuito da ore 9 a ore 12); un Psycho Stage (pineta San Cataldo, ingresso gratutio, da ore 15 a ore 19), un Elettrowave stage (Trepuzzi, tutto dedicato alla musica elettronica) e il Main Stage allo stadio Comunale Via del Mare di Lecce.

E per finire, ci sarà uno spazio Cult Wave dedicato al 25° compleanno di Dylan Dog con tanto di mostra sulle rive del Lido York!

Artisti di rielvo:
Wake up Stage: La Fame di Camilla, Iosonouncane, Giovanni Lindo Ferretti, Egokid;
Psycho Stage: Almamegretta, Ardecore, Perturbazione, Quinto Rigo, Ex – Otago, Calibro 35;
Elettrowave Stage: Ralf, Marco Faraone, Skizzo

MAIN STAGE: 14/7 Sud Sound System – Jimmy Cliff 15/7 Kaiser Chiefs – Paolo Nutini 16/6 Verdena – Lou Reed 17/6 Paolo Benvegnù – Cristina Donà – Marta sui tubi – Mau Mau – Modena City Ramblers – Daniele Silvestri (ingresso gratuito)

ps - il concerto di Giovanni Lindo Ferretti è stato purtroppo annullato per lutto familiare.
http://www.youtube.com/watch?v=kMJDiUf0KSQ (PGR Cronaca Montana da “Confusione”)

mercoledì 6 aprile 2011

IREADWILDE - L'indie nojano c'è!


IREADWILDE ha vent'anni, tante canzoni e una chitarra hawaiana. Desiderando di diventare rockstar
dall'infanzia, una volta cresciuto scambia "rock" con "pop" e si mette a scrivere, tra un party e un altro, alla ricerca della canzone pop perfetta.”

IREADWILD è un ragazzo ventenne di Noicàttaro che già da un bel po' di anni compone canzoni. Dopo esser stato il frontman di un gruppo rock'n'roll, si presenta con questo nuovo progetto solista pop molto particolare. Su http://www.myspace.com/ireadwilde potete ascoltare due suoi brani. Nel seguito, vi propongo una breve intervista.


1 - Il progetto nasce "tra una festa e l'altra": ma quanto ti diverti?? :)
Ho un tatuaggio sul braccio sinistro che vuol dire più o meno “festaiolo”; detto così suona banale, ma diventa meno banale se si raggiunge una condizione interiore in cui il party rappresenta un’occasione di umanissima comunione, di empatia col prossimo, di osservazione e quindi esperienza. Solo un emozionante modo di capire un po’ di più chi siamo, guardando prima chi ci sta accanto. Non ho mai capito tante cose quante ne ho capite completamente ubriaco, e questo ha sempre fatto bene alla composizione.

2 - Il Live Club dove suoni oggi ti propone di scegliere 5 brani che apriranno un tuo concerto. Quali sceglieresti?
Se dovessi scegliere e shakerare 5 pezzi che diano l’idea di quello che potrebbe succedere di lì a breve, direi che sarebbe una bella lotta tra Vampire Weekend e Lady Gaga, tra gli Housemartins e Four Tet, passando per Bacharach e finendo a Brahms (la Danza ungherese, con cui aprirei tutti i miei live).

3 - Non prendermi in antipatia, ma non credi ci sia inflazione di “british style” e non sarebbe meglio innovare la tradizione musicale italiana visto che è parecchio povera di idee?
Il british style non esiste. O meglio, esiste nella testa di chi ha interesse ad etichettare e categorizzare; ma aldilà di questo, d’inglese, oltre allo humor dei testi, in questo disco c’è solo una scelta linguistica il più universale possibile. L’Italia è una gerontocrazia, non solo in politica: il mestiere del songwriter qui è frustrante, a meno che non ci si trovi a proprio agio nella dannazione della nicchia eterna; le grosse produzioni non investono, anche se solo per un singolo, nelle novità più coraggiose. Scrivere oneste canzoni pop e confrontarsi con Vasco Rossi e Ligabue, tra dieci anni ancora? Non m’interessa.
4 - Guardando il ruolo di internet oggi, credi che la crisi dell'industria discografica sia un bene o un male per la musica?
La lobby discografica sa che combatte contro l’impossibile. Ma gli interessi degli artisti vanno assolutamente tutelati: ciò non vuol dire essere scollati dal reale, e lamentarsi per il peer to peer e il 2.0, anzi; i modi per veicolare la musica si possono trovare solo adeguandosi all’attuale, al vero, al tangibile. L’esempio dei Radiohead, per quanto facile sia potuto essere per loro, è comunque illuminante: la musica non è un bene di lusso, non può essere spacciata come tale (vedi IVA in Italia), e Thom Yorke e soci decidono di spedirtela a casa (o di far decidere a te quanto vale). Voglio prendere esempio da loro, in futuro, invece che salvare la Universal.

5 - Lancia un appello convincente ai giovani nojani (e non) per farli venire ad un tuo concerto.
Si può solo fare leva sul gusto del proibito: ragazzuoli, non venite assolutamente ad ascoltare IREADWILDE.


Concerti previsti di IREADWILDE:
9 Aprile Taverna Vecchia del Maltese – Bari
21 Maggio Circolo Arci Open Source - Bisceglie