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mercoledì 6 aprile 2011

IREADWILDE - L'indie nojano c'è!


IREADWILDE ha vent'anni, tante canzoni e una chitarra hawaiana. Desiderando di diventare rockstar
dall'infanzia, una volta cresciuto scambia "rock" con "pop" e si mette a scrivere, tra un party e un altro, alla ricerca della canzone pop perfetta.”

IREADWILD è un ragazzo ventenne di Noicàttaro che già da un bel po' di anni compone canzoni. Dopo esser stato il frontman di un gruppo rock'n'roll, si presenta con questo nuovo progetto solista pop molto particolare. Su http://www.myspace.com/ireadwilde potete ascoltare due suoi brani. Nel seguito, vi propongo una breve intervista.


1 - Il progetto nasce "tra una festa e l'altra": ma quanto ti diverti?? :)
Ho un tatuaggio sul braccio sinistro che vuol dire più o meno “festaiolo”; detto così suona banale, ma diventa meno banale se si raggiunge una condizione interiore in cui il party rappresenta un’occasione di umanissima comunione, di empatia col prossimo, di osservazione e quindi esperienza. Solo un emozionante modo di capire un po’ di più chi siamo, guardando prima chi ci sta accanto. Non ho mai capito tante cose quante ne ho capite completamente ubriaco, e questo ha sempre fatto bene alla composizione.

2 - Il Live Club dove suoni oggi ti propone di scegliere 5 brani che apriranno un tuo concerto. Quali sceglieresti?
Se dovessi scegliere e shakerare 5 pezzi che diano l’idea di quello che potrebbe succedere di lì a breve, direi che sarebbe una bella lotta tra Vampire Weekend e Lady Gaga, tra gli Housemartins e Four Tet, passando per Bacharach e finendo a Brahms (la Danza ungherese, con cui aprirei tutti i miei live).

3 - Non prendermi in antipatia, ma non credi ci sia inflazione di “british style” e non sarebbe meglio innovare la tradizione musicale italiana visto che è parecchio povera di idee?
Il british style non esiste. O meglio, esiste nella testa di chi ha interesse ad etichettare e categorizzare; ma aldilà di questo, d’inglese, oltre allo humor dei testi, in questo disco c’è solo una scelta linguistica il più universale possibile. L’Italia è una gerontocrazia, non solo in politica: il mestiere del songwriter qui è frustrante, a meno che non ci si trovi a proprio agio nella dannazione della nicchia eterna; le grosse produzioni non investono, anche se solo per un singolo, nelle novità più coraggiose. Scrivere oneste canzoni pop e confrontarsi con Vasco Rossi e Ligabue, tra dieci anni ancora? Non m’interessa.
4 - Guardando il ruolo di internet oggi, credi che la crisi dell'industria discografica sia un bene o un male per la musica?
La lobby discografica sa che combatte contro l’impossibile. Ma gli interessi degli artisti vanno assolutamente tutelati: ciò non vuol dire essere scollati dal reale, e lamentarsi per il peer to peer e il 2.0, anzi; i modi per veicolare la musica si possono trovare solo adeguandosi all’attuale, al vero, al tangibile. L’esempio dei Radiohead, per quanto facile sia potuto essere per loro, è comunque illuminante: la musica non è un bene di lusso, non può essere spacciata come tale (vedi IVA in Italia), e Thom Yorke e soci decidono di spedirtela a casa (o di far decidere a te quanto vale). Voglio prendere esempio da loro, in futuro, invece che salvare la Universal.

5 - Lancia un appello convincente ai giovani nojani (e non) per farli venire ad un tuo concerto.
Si può solo fare leva sul gusto del proibito: ragazzuoli, non venite assolutamente ad ascoltare IREADWILDE.


Concerti previsti di IREADWILDE:
9 Aprile Taverna Vecchia del Maltese – Bari
21 Maggio Circolo Arci Open Source - Bisceglie

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