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sabato 31 dicembre 2011

Intervista a Marco Notari




Articolo pubblicato per Stordisco (www.stordisco.blogspot.com)



Un 2011 importante per Marco Notari, esce dopo alcuni anni dal suo ultimo lavoro, “Io?”, un album pieno di collaborazioni e che è stato ampiamente riconosciuto e valorizzato. Ringrazio Marco Notari per la sua disponibilità e vi invito ad ascoltare i suoi lavori e ad assistere ad un suo live accompagnato dalla band Madam, perché è sempre dal vivo che gli artisti possono manifestarsi nella loro sincerità.


Siamo reduci dal grande evento del Medimex che in collaborazione con il Mei ha creato un grande momento di incontro per tutti coloro che amano e che hanno a che fare con la musica. E proprio in questo contesto ti è stato consegnato il premio P.I.V.I per il miglior video di musica indipendente, per il video di “Le stelle ci cambieranno pelle”. Quanto è importante per te la dimensione artistica nei tuoi lavori? Mi viene in mente anche “Babele: noir” dove vi erano delle bellissime illustrazioni che accompagnavano testi narrativi.
Mi piace molto l’idea di contaminare la mia musica con altre forme d’arte, e per quanto possibile ho sempre cercato di farlo nei miei lavori. Nel caso di “Babele”, che era un concept album, avevo realizzato appunto la ristampa in vinile “Babele:noir” che conteneva nel booklet tredici racconti, uno per ogni brano del disco, accompagnati da dodici tavole realizzate da diversi illustratori coordinati da David “Diavu” Vecchiato di MondoPop ed un fumetto in due tavole ad opera di Luigi Piccatto di Dylan Dog. Ne era uscita anche una mostra al Brancaleone di Roma.Nel caso del video di “Le stelle ci cambieranno pelle” il tentativo è stato quello di realizzare un lavoro che per certi versi fosse più un cortometraggio che un videoclip. Lo staff del regista Marco Missano ha realizzato delle scenografie di cartone e dei costumi bellissimi: nel video io e la mia band siamo prima astronauti nello spazio e poi marinai in un sottomarino che esplora i fondali del mare. Abbiamo raccolto talmente tanto materiale che alla fine abbiamo deciso, partendo dal brano che dura tre minuti, di realizzare un video di quattro minuti e trenta. Così col produttore artistico del disco Andrea Bergesio abbiamo registrato una session di archi che abbiamo utilizzato come “colonna sonora” per la prima parte del video ed una versione del brano leggermente più lunga.


Sempre a proposito del Medimex, il motto di questo Meeting è stato ‘La Musica è Lavoro’ cosa pensi di questo concetto?
Penso che lanci un messaggio giusto e che sia un concetto sacrosanto ma purtroppo ancora molto distante dalla mentalità dominante nel nostro paese. In Italia rispetto ad altri stati si fatica molto a considerare come tale la professione di artista, a partire dalle istituzioni.


Il tuo nuovo album ‘Io?’ , perché la presenza del punto interrogativo? Ma non sarai mica egocentrico? No, seriamente, troviamo brani come ‘Io, il mio corpo e l’inconscio’ o come ‘Dina’ dove parli della tua nonna, perché hai voluto fare un disco dove la dimensione personale e intima ne fa da padrona?
Magari un po’ egocentrico lo sono, come la maggior parte degli artisti :) Scherzi a parte e a discapito di ciò che suggerisce il titolo credo che questo disco sia attraversato invece dal tentativo di liberarsi del proprio ego, un po’ come in “I, me, mine” di George Harrison. Per quanto riguarda la preminenza della dimensione intima e personale è qualcosa che è successo in maniera estremamente naturale. Semplicemente in questi due anni ho sentito il bisogno di fissare alcune persone all'interno di canzoni, ovvero dentro a qualcosa che sia immune allo scorrere del tempo delle nostre vite.


Come sono nate le varie collaborazioni che hanno interessato il tuo album, nello specifico quella musicale con Dario Brunori nel brano ‘L’invasione degli Ultracorpi’ e con Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione a livello artistico?
Le collaborazioni sono nate entrambe da un rapporto di amicizia, e sono state entrambe molto stimolanti. Con Tommaso ci conosciamo da alcuni anni, lui oltre ad essere il grande cantante che tutti sappiamo è un bravissimo illustratore ed aveva realizzato il videoclip di “Porpora” per il mio precedente album “Babele”. In “Io?” il suo apporto è stato davvero importante, oltre che duettare con me nel primo singolo “Le stelle ci cambieranno pelle” si è infatti occupato di disegnare la copertina e tutte le illustrazioni dell’artwork, un lavoro realizzato completamente a mano e davvero bellissimo. Anche con Dario ci conosciamo da un po’, c’è una grande stima reciproca e quando ho scritto il controcanto per il finale de “L’invasione degli ultracorpi” ho subito pensato che la sua voce sarebbe stata perfetta per quella parte. Quando gli ho fatto ascoltare il brano lui ha accettato con entusiasmo.


Che rapporto hai con il web e con il supporto digitale? Ho saputo che tempo fa avevi messo in free download il primo singolo anteprima di questo tuo album e che hai permesso a chi ha scaricato la traccia di poter aver dei benefici per l’acquisto dell’album. Credi che sia un incentivo alla musica o che invece sia deleterio per il lavoro dei musicisti?
Vedo il web principalmente come un’opportunità da sfruttare, non soltanto per la musica ma per la nostra società in generale. Certo la nascita di alcuni siti come Napster hanno danneggiato molto la discografica tradizionale, ma credo che questo sia stato dovuto in gran parte alla miopia degli addetti ai lavori che si trovavano ai vertici delle grandi case discografiche in quegli anni e non sono stati in grado di anticipare la diffusione di questi siti con degli e-stores dove acquistare legalmente la musica. Pensa al fatto che ancora oggi le major per distribuire i propri brani sul web devono appoggiarsi ad i-tunes perché non riescono ad avere traffico sui propri siti.Per quanto mi riguarda ho sempre cercato di utilizzare il web come uno strumento per abbattere le barriere che mi separano da chi ascolta la mia musica. Nel caso di “Io?” l’operazione è stata quella di regalare la title-track del disco a maggio per due settimane in cambio di un indirizzo mail. Chi mi ha lasciato la mail ha poi ricevuto a settembre un ep in free download contenente materiale extra legato al disco e la possibilità di acquistarlo ad un prezzo inferiore rispetto a quello dei negozi. Ho avuto davvero un ottimo feedback e di certo voglio ripetere operazioni di questo tipo in futuro.


So che sei vegetariano e ho notato che hai prodotto l’involucro del CD con materiale riciclato e che hai molta cura dell’ambiente. Cosa vuol dire che hai fatto un tour ad impatto zero?
Sì, sia io che mia moglie siamo vegetariani da alcuni anni. Il tour a impatto zero è una iniziativa nata in collaborazione con Lifegate: in pratica abbiamo calcolato insieme a loro le emissioni nocive che produrremo con le date del tour, generate dagli spostamenti nostri e di chi verrà ad ascoltarci nonché dalla realizzazione stessa dei concerti. Queste emissioni verranno compensate tramite la creazione e tutela di nuove foreste in Costa Rica, riducendo a zero l’impatto nocivo sul pianeta del nostro tour.


Cosa pensi della Musica cosiddetta indipendente? Perché sembra che questa sia destinata ad esser fruita solo da un pubblico di nicchia? Proprio recentemente qualcuno mi ha fatto notare che nelle nicchie ci sono le cose più preziose e belle e allora perché sembra che la musica indipendente viva solo se ricercata? Perché non si riesce ad arrivare ai molti? E perché sembra che esistano due mondi musicali quasi paralleli? Ma se si riuscisse ad arrivare ai più, credi che molto del valore che abbiamo attribuito all’ indipendente perda senso? Cosa consiglieresti per migliorare questo aspetto culturale nel nostro paese?
Tutte domande molto giuste. Sì, non so dire perché ma l’Italia è caratterizzata da sempre da questo dualismo, che forse più ancora che una distinzione tra mondo “alternativo” e mondo “major” è una distinzione tra musica a contenuto prevalentemente culturale, se vogliamo definirla così, e musica invece fortemente legata al mondo dello spettacolo. Purtroppo i grandi network radiofonici e le televisioni, che sono poi i media più seguiti dalla maggioranza delle persone, tendono a ghettizzare da sempre tutto ciò che non rientra nella seconda categoria. Questo da un lato rende nascosti al pubblico degli artisti eccezionali, dall’altro contribuisce ad alimentare una scarsa educazione musicale nella media delle persone, che perde la capacità di decodificare ed apprezzare i progetti musicali che escono dai datati e banali canoni estetici di questi contenitori. Mi chiedo sempre perché, senza andare troppo lontano, in Germania o in Francia mi può capitare di vedere in prima serata un concerto dei Radiohead su una tv nazionale ed in Italia invece pensare ad una cosa del genere è una utopia.
Penso che ci vorrebbero una maggiore apertura e un maggiore coraggio da parte di questi media per fare crescere la scena musicale più interessante del nostro paese e svecchiare un po’ l’approccio alla musica e alla cultura degli italiani. Inoltre anche un’educazione musicale di miglior livello nelle scuole sarebbe molto utile.


A questo riguardo aiutaci a promuovere dei progetti e dei lavori musicali che in questi anni ti hanno incuriosito e che hai ascoltato con piacere.
Come dicevamo ci sono tanti artisti di grande valore all’interno della nicchia di cui parlavamo poco fa, l’elenco sarebbe davvero lungo. Tra quelli che ho ascoltato in questo ultimo anno e che meriterebbero di affermarsi al grande pubblico i primi che mi vengono in mente sono Giuliano Dottori, Egokid e Lucia Manca.


Come definiresti il tuo percorso e la tua carriera artistica?
E’ una domanda difficile a cui rispondere. Penso che il percorso che va da “Oltre lo specchio” ad “Io?” passando attraverso “Babele” rappresenti una evoluzione molto naturale delle mie canzoni e del mio sound. Ho l’impressione che questo album rappresenti sia a livello di testi che di soluzioni sonore un primo punto di arrivo del percorso di ricerca intrapreso con i due precedenti.
Per il resto è sicuramente gratificante poter dedicare una buona fetta del mio tempo a questo tipo di attività, suono da sempre ed amo farlo.


Puoi perdonarmi per tutte queste domande?
Solo perché erano interessanti :)

lunedì 26 dicembre 2011

Indiepercui ed Energie 9 presentano la compilation "Il Natale è il 24"


Indiepercui, la trasmissione radiofonica del mercoledì sera di Radio  103 ideata e condotta da tre nojani (Marica Ciavarella, Annachiara Càsimo e Gaetano Sanitate), saluta il 2011 citando Piero Ciampi con “Il Natale è il 24”, la compilation dei brani più rappresentativi della loro programmazione lanciata e promossa in anteprima dalla rivista online romana “Energie 9” rivista.energie9.org.
La Compilation natalizia è composta da 25 brani di musica italiana, artisti che possiamo spesso sentirli nei live clubs dello Stivale ma che, in qualche modo, sono snobbati dai mass media nazionali (si citano Soviet Soviet, Be forest, Gazebo penguins, Nel dubbio, Caso, Nut). La selezione, inoltre, offre un occhio di riguardo verso realtà pugliesi interessanti e ben selezionate: Acomeandromeda (Putignano-Castellana), Paolo Zanardi (Roma, Monopoli), La biblioteca deserta (Monopoli), CFF e il Nomade Venerabile (Gioia del Colle), Carmilla e il Segreto dei Ciliegi (Casamassima), Diverde (Lecce), Eels on heels (Bari), Fabryca (Bari).
Sono presenti ben 2 inediti e una rarità: Jocelyn Pulsar “Arkanoid” e Shiva Bakta “If you wonna die, I won't” sono i brani creati appositamente per la compilation; la bonus track è il brano “Punklove” dei Cosmetic, versione primordiale del più conosciuto “Via Maj”.

Indiepercui è una realtà che non si limita alle tre menti nojane su citate. Fanno parte di questo progetto, cui ben presto confluirà in una associazione culturale: Andrea Russo (da Putignano, regia e rubrica musicale fissa), Ilaria Pastoressa (Bitonto, locandine), Isabella Sanitate (Noicàttaro, videomaker), Angela Ardito (Noicàttaro, letture), Simone Vinci (Roma, la voce dell'”indie” romano), Rossella Milillo (Rutigliano, interviste nel backstage, ass. Substrati Culture del Sottosuolo), Leonardo Santamaria (Rutigliano, rubrica disturbatrice “Trashpercui”) e il duo Luigi Iacobellis – Nunzio Lamonaca (Adelfia-Margherita di Savoia, satira in versi da Il Peggio www.ilpeggio.com).

Energie 9 è una rivista on line romana, ideata e gestita da ragazzi universitari, che si occupa di politica, economia, società, storie e filosofia, cinema, arte e musica.
Link: www.rivista.energie9.org

La compilation “Il Natale è il 24” 


Link della presentazione: http://rivista.energie9.org/blog/2011/12/indiepercui-%E2%80%93-l%E2%80%99indie-va-in-onda-su-radio-103-di-indiepercui/

Link diretto: http://indiepercui103.bandcamp.com/


Track List

1.Jocelyn Pulsar - Arkanoid (inedito) 02:48
2.Paolo Zanardi - Postal Market 04:01
3.Marco Notari - Io? 04:43
4.AcomeandromedA - Il pastrano nero 04:54
5.Nel dubbio - Libero 03:09
6.Diverde - Portami via 03:22
7.Gazebo Penguins (con J. Lietti) - Senza di te 02:23
8.C.F.F. e il Nomade Venerabile (con F. Goria) - Un lungo viaggio in autostrada 05:06
9.Soviet Soviet - Human Nature 03:33
10.La biblioteca deserta - Circuiti aperti 05:40
11.Cosmetic - Prima o poi 02:57
12.Bar Noir - Nuova ondata di bombardamenti 06:21
13.L'orso - Avere vent'anni 04:02
14.Eels on heels - Y 03:23
15.Be forest - Your specters 03:01
16.Fabryka - The good insight 04:12
17.Ratafiamm - Se mi allontano 02:18
18.Nut - Abiti 07:52
19.Carmilla e il segreto dei ciliegi - Addestro il pensiero 04:07
20.Girless & The Orphan - Novembre 17th 03:45
21.Caso - Aranciata amara 02:54
22.Verily So - Ordinary minds 02:42
23.Carlot-ta - 14th august, a summer storm 03:45
24.Shiva Bakta - If you wonna die, I won't (inedito) 02:35
25.Cosmetic - BONUS TRACK - Punk love! (demo version di Via Maj) 03:03




Buon Natale a tutti

Indiepercui 103
Marica, Annachiara, Gaetano

giovedì 8 dicembre 2011

BANDO "MEDIEVAL JOUST" - Concorso musicale per band emergenti a Conversano (Ba)


(sponsored by Indiepercui 103) Facebook http://www.facebook.com/pages/Medieval-Joust/322330524450752
"Medieval Joust" è un contest musicale Indie e Rock organizzato all'interno del "Medieval Pub",
accogliente ritrovo sito nei pressi della Cattedrale a Conversano. Il contest è volto ad offrire alle band partecipanti esibizioni live all'interno delle quali fare sfoggio delle proprie produzioni inedite. Le tre fasi in cui si svolge il contest porteranno, tramite giudizio di una giuria e voti del pubblico, alla conquista dei tre premi in palio:


1°premio: 300 € + trasmissione dell'inedito nel programma "Indiepercui"


2°premio: 200 €


3°premio: buono per un'intera giornata di registrazione presso 
l'associazione musicale "MusicAll" di Conversano


Il regolamento con annesso svolgimento e date delle serate è disponibile qui di seguito:


REGOLAMENTO


Il seguente regolamento mostra le modalità di partecipazione e di svolgimento del Contest “Medieval Joust” organizzato dal Medieval Pub.
Il contest è volto ad offrire a band emergenti la possibilità di partecipare a serate live, competere e confrontarsi con altri gruppi e a fare da sfondo alla presentazione del repertorio edito e inedito di ogni gruppo.


MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Le iscrizioni al contest sono aperte dal 21/11/2011, fino al 31/12/2011. Ogni gruppo dovrà inviare via mail all’indirizzo “medievaljoust@live.it” : scheda tecnica del gruppo (nomi componenti, strumenti, e-mail e numero telefonico del referente del gruppo), un brano inedito formato mp3 con eventuale testo. In seguito una giuria preposta visionerà e selezionerà le 12 band partecipanti al contest. Tutte la band avranno risposta dell’esito delle selezioni tramite mail inviata al referente del gruppo entro il 4/01/2012. I gruppi selezionati dovranno versare la quota di iscrizione di 20 € direttamente all’organizzatore dell’evento entro il 10/01/2012.


SVOLGIMENTO
Il contest prevede 3 fasi: fase iniziale, semifinale, finale. La fase iniziale avrà luogo con frequenza settimanale il 13-20-27/01/2012 e 3/02/2012. Le due semifinali si svolgeranno il 10 e 17 febbraio e la finale è fissata per il 24 febbraio. La fase iniziale comprende 4 eventi durante i quali si sfideranno 3 band per sera. Ogni evento vedrà selezionata una band vincitrice che avrà diritto a passare alla fase successiva. Le due semifinali vedranno la sfida tra 2 band per sera e le band vincitrici delle semifinali accederanno alla fase finale. Il metodo utilizzato per giudicare le band sarà il medesimo per ogni fase e la percentuale dei voti sarà così suddivisa: 


60% Giuria 40% Pubblico


La giura sarà formata da tre figure competenti, il cui giudizio è insindacabile.


PREMI
Il vincitore della serata finale e quindi del contest, si aggiudicherà il premio in denaro di 300 € e la trasmissione dell’inedito nel programma “Indiepercui”. Il secondo classificato si aggiudicherà la somma di 200 €. Il terzo premio è potenzialmente conquistabile da ognuna delle 12 band partecipanti in quanto verrà assegnato alla band che avrà conseguito il maggior numero di voti dal pubblico durante le 4 serate delle fasi iniziali. Il terzo premio consiste in un’intera giornata di registrazione presso l’associazione musicale “MUSICALL”.
L’organizzazione dell’evento è esonerata da responsabilità da parte di terzi per un eventuale uso improprio del materiale inviatoci.

P.I.M.I. E FUORI DAL MUCCHIO - I PREMI ALLA NUOVA MUSICA ITALIANA



Come ogni anno, il Meeting delle Etichette Indipendenti, annuale rassegna musicale della musica italiana fatta in casa, si conclude con la premiazione riguardo il miglior disco, il miglior gruppo, il miglior solista, il miglior live, la miglior autoproduzione, la miglior etichetta indipendente e il miglior produttore della stagione 2011. Tutti i premi sono stati consegnati a Bari, domenica 27 novembre scorso, al Teatro Kismet, nella serata di chiusura del MEDIMEX-MEI 2011.
Tali premi sono affidati da una giuria presieduta da giornalisti e critici musicali italiani, quali: Federico Guglielmi (Il Mucchio, Radio Uno Rai), Aurelio Pasini (Il Mucchio – Fuori dal Mucchio), John Vignola (Il Mucchio, Radio Due Rai), Daniel Marcoccia (Free Lamce), Enrico Veronese (Blow Up, Italina Embassy), Valerio Corzani (Radio Tre Rai), Enrico Deregibus (Free Lance), Fabrizio Galassi (Repubblica.it/Kataweb, Wired), Barbara Tomasino (Rumore, radio Uno, Rai), Alessandro De Gerardis (Isoradio, Rai), Luca Valtorta (XL Repubblica), Claudio Agostoni (Radio Popolare).
Ecco i vincitori:
Miglior disco: Massimo Volume, "Cattive abitudini" – band fondamentale e di culto del rock italiano, tornato dopo quasi 6 anni con un disco, “Cattive abitudini”, accolto molto positivamente da pubblico e critica. 
Massimo Volume “Fausto” - http://www.youtube.com/watch?v=QNQfnns99gE 
Miglior gruppo: Quintorigo, una band poliedrica, dal pop al jazz, rinnovata con l'ingresso nel gruppo del nuovo cantante Luca Sapio che sostituisce in modo stabile John De Leo. Si segnala il loro recente album “English Garden”
Quintorigo “English Garden” - http://www.youtube.com/watch?v=_gsbcm4WuPo 
Miglior solista: Paolo Benvegnù, con il suo disco “Hermann” raggiunge l'apice della sua creatività artistica. Un cantautore rock italiano moderno e apprezzatissimo nei concerti.
Paolo Benvegnù “Love is talking” - http://www.youtube.com/watch?v=qnWKjTb-smw&feature=related 
Miglior Live: Brunori Sas, aka Dario Brunori, cantautore calabrese ammirato quest'estate al Giovinazzo Rock Festival, già Premio Ciampi come miglior esordiente nel 2009. Si segnalano i due album “Vol.1” e “Vol.2 Poveri Cristi”
Brunori Sas “Rosa” - http://www.youtube.com/watch?v=SRF5QRE162s 
Miglior autoproduzione: Valentina Gravilli per l'album "La balena nel Tamigi"
Valentina Gravilli “La balena nel Tamigi” - http://www.youtube.com/watch?v=M35uFTCbEes 
Miglior etichetta e relativo produttore artistico: 42 Records/Giacomo Fiorenza (Yuppie Flu, I Cani, Colapesce)

Inoltre la rivista musicale “Il Mucchio Selvaggio” consegna il premio Fuori dal Mucchio, il miglior disco d'esordio, a Iosonouncane con l'album “La macarena su Roma” (etichetta Trovarobato).
Iosonouncane è Jacopo Incani, cantautore sardo stravagante e isterico, miscela l'elettronica in “un'osservazione grottesca e satirica dell'attualità italiana”.
Iosonouncane “La macarena su Roma” - http://www.youtube.com/watch?v=UM7g8m2ZKRg&feature=related 

Prossimi eventi: 
15dicembre Le Luci della Centrale Elettrica – Oasi San Martino Acquaviva delle Fonti (Ba)
16dicembre L'ORSO + Indiepercui Dj Set  - Arci Tressett Giovinazzo (Ba)


Un Report del MEDIMEX-MEI 2011 è stato ascoltato nella trasmissione Indiepercui di Radio 103 dei nojani Marica, Annachiara, Gaetano - podcast: http://soundcloud.com/indiepercui103/indiepercui-medimex-mei-report 
Per maggiori approfondimenti: www.meiweb.it
(foto Brunori Sas live @ Teatro Kismet Bari di Annachiara Càsimo)
Articolo uscito anche per Noicattaro Web

mercoledì 23 novembre 2011

Meeting delle Etichette Indipendenti al MEDIMEX, Bari 2011


Il 2011 è stato un anno di importanti eventi musicali in Puglia che hanno portato eccellenti nomi nazionali e internazionali esibirsi sui nostri palchi: per la prima volta la nostra regione ha ospitato l'Italia Wave Love Festival, storica rassegna toscana (ricordiamo il concerto di Lou Reed!); il Giovinazzo Rock Festival ha dato prova di maturità, eterogeneità e originalità portando tanta musica italiana (Brunori Sas, Nada e Zen Circus, Casino Royale) e straniera (Deus, Fujiya e Miyagi, Dirty Beaches); il Buco Bum Festival di Noci (Nobraino, Nonvogliocheclara, Criminal Jokers); il Feedback Festival, stupenda cornice che ha visto suonare i Piano Magic nella grotta di Castellana.

Questi ultimi mesi non sono da meno: in questi giorni si è appena concluso TIME ZONES “Sulla via delle musiche possibili”, festival che ha portato al Teatro Forma e alla chiesa Santa Teresa dei Maschi artisti nazionali e sopratutto internazionali del calibro di Azita (Chicago-Usa – Iran), Piano Circus (GB), Agnes Obel (DK), Yan Tiersen (FR), Nils Frahm (GER), Dustin O'Halloran (USA), Evening Hymns (Canada). Bari è sembrata somigliare tanto a una capitale nord europea!

Novembre si chiude con il Meeting delle Etichette Indipendenti, annuale incontro nel settore musicale indipendente (o “fatto in casa”) italiano, che riunisce etichette discografiche, stazioni radiofoniche, riviste musicali e festival organizzato ogni anno da Giuliano Sangiorgi, patron dell'etichetta Audiocoop. Una fiera con eventi, show case, concerti tutta dedicata alla musica Made in Italy e, per quest'anno, con un occhio di riguardo agli artisti pugliesi. Infatti, si chiama proprio Meid in Puglia la compilation di band emergenti pugliesi lanciata da Audiocoop, Momart e circuito Arci real.
Per la precisione, il MEI sarà quest'anno ospite al MEDIMEX, la fiera delle musiche del mediterraneo, organizzato grazie a Puglia Sounds e Regione Puglia, che si svolgerà a Bari dal 24 al 27 Novembre presso la Fiera del Levante con un cartellone ricco di eventi. In fiera, oltre la mostra mercato, ci sanno vari convegni sul settore musicale e showcase. In particolare segnaliamo lo spazio “RadioRai”, in cui XL intervisterà Il Teatro degli Orrori e Vasco Brondi rispettivamente nella mattinata di venerdì e sabato. Inoltre, lo spazio Multisala ShowVille a Mungivacca ospiterà vari incontri in mattina tra gli studenti e la Fondazione Gaber; la sera ci saranno concerti di vari musicisti del mediterraneo. E, infine, per tutte le sere della rassegna si accenderanno le luci del Teatro Kismet Opera, tutte a ingresso gratuito: venerdì 25 con la presentazione di “Cosa volete sentire”, compilation di racconti di cantautori italiani contemporanei, con Simone Lenzi dei Virginiana Miller, Rossano Lo Mele dei Perturbazione e Marie Antoniette, il tutto in diretta su Radio Popolare; sabato 26 con la presentazione del nuovo albume del Teatro degli Orrori e i concerti di AcomeandromedA, Shotgun babies, Lietmotiv e altri; domenica 27 con la premiazione PIMI – Premio Italiano Musica Indipendente con Massimo Volume, Paolo Benvegnù, Quintorigo, Brunori Sas, Valentina Gravilli. Potete leggere il programma su http://www.pugliasounds.it/medimex/

Lo sviluppo di un circuito musicale, con eventi di media-piccola portata, può arricchire l'offerta di intrattenimento serale, sganciando il nostro territorio dal monopolio delle discoteche. La varietà della scelta, poter scegliere dove passare le serate tra eventi e luoghi diversi, porta beneficio alla società e all'economia del luogo. Una miglior redistribuzione del reddito speso tra venerdì e domenica può creare nuove opportunità di lavoro (si pensi alla crescita dei pub, dei live club, degli organizzatori di eventi, degli sponsor, dei mass media al seguito). Il MEI e il MEDIMEX, mirando alla conoscenza di una realtà, a nostro parere, servono anche a questo scopo.


L'evento sarà seguito dai ragazzi nojani di

Indiepercui 103
(Gaetano, Marica Annachiara)
mercoledi ore 21 http://www.radio103.tv/

venerdì 11 novembre 2011


Partendo dal presupposto che l’ultimo lavoro di Zola Jesus, al secolo Nika Roza Danilova, si propone come una netta cesura nella sua produzione artistica, non stiamo qui a giudicare il cambiamento necessariamente come una perdita di valore o come uno svuotamento di contenuti.
La pulzella (classe ’89) data il suo esordio nel 2009 con un full-length “The Spoil” e si presenta come un talento che punta alla sperimentazione del sound mirando ad esplorare luoghi ancora incolti nell’ambito musicale. Non a caso viene subito paragonata a grandi nomi della musica, come Lydia Lunch, Kate Bush, Siouxsie and the Banshees.
La si può quindi subito etichettare a tutti gli effetti come un’artista attiva sul piano della musica sperimentale che spazia in modo originale tra goth, classica e industrial. 
Dopo l’Ep “Stridulum” e il full-lenght “Stridulum II” pubblicati a breve distanza l’uno dall’altro è la volta di “Conatus”, targato Sacred Bones. 
Zola Jesus ci regala un album diverso dagli altri, più pulito, più semplice, di ampio respiro, ricco di echi e richiami. Richiami che non dovrebbero sorprendere e a cui siamo abituati, già il suo pseudonimo Zola Jesus è un evidente omaggio a Emile Zola e a Gesù.
Il brano di apertura “Swords” dalle corde un po’ superficiali lascia subito spazio alla seconda traccia “Avalanche” che invece ci immette, già dalle prime note, in un’atmosfera più cupa, caratterizzata da cori evocativi e che bene si intonano con il nuovo gusto musicale con cui l’artista russo-americana ha voluto improntare l’intero album, usando un apparato di archi di cui non si era servita nei precedenti lavori. A continuare l’album, il primo singolo, il porta-bandiera “Vessel” che va a rievocare, nel modo di spingere l’apparato vocale e negli umori dark, la Pj Harvey di “Stories From The City, Stories From The Sea” 
Un “Hikikomori” che si presenta superficialmente come una lirica dai colori allegri quando invece, come indica la parola giapponese stessa (‘Hikikomori’-ritiro), ci troviamo immersi in uno stato d’animo cupo, nel quale il male di vivere che affligge migliaia di persone viene espresso in una muta ribellione. E' la sonorità della parola a tradire il suo significato, così come nel brano di Zola Jesus, uno stato d’animo chiuso e riservato viene svelato in modo così aperto e ballabile riecheggiando sonorità tipiche degli XX.
Un’esplosiva “In Your Nature” potrebbe riportar alla mente la reinterpretazione del Boss di “Dream Baby Dream” dei Suicide ed una timida “Skin” in evidente contrasto con il resto dell’album, lascia scivolare sul finale “Collapse” con il suo tappeto di synth in una lenta nenia a chiudere quello che è l'album che porta in modo definitivo Nika all'attenzione mondiale.

Vorrei in conclusione triturare un concetto che mi ha affascinato molto enunciato da Daniel Pennac nel suo “Come un Romanzo”. I 10 diritti di chi legge, il quale ha libertà di leggere o non leggere, di saltare capitoli, di riprenderli, di lasciarli a metà, così ora vorrei applicare lo stesso principio ad un’artista che ha diritto di sperimentare, di fare un passo indietro, di mettersi in stand by, così come un ascoltatore possiede la facoltà di ascoltare o di farne a meno.
Perché è ormai moda tacciare di poca originalità chi non cambia mai il proprio modo di fare musica come è altrettanto criticabile chi decide di dare una sterzata alla propria produzione. Conatus appare in tutto e per tutto un momento di respiro di questa giovane artista alla quale obiettivamente si può criticare davvero molto poco, in attesa di una svolta futura.

-Pubblicato su Stordisco http://www.stordisco.blogspot.com/-

domenica 16 ottobre 2011

Live Report - Piano Magic nelle Grotte di Castellana (7/10/2011)

Premessa: Non voglio parlare dei Piano Magic, del loro curriculum artistico, perché in realtà sarebbe facile per ognuno di noi documentarsi a riguardo.
Ma voglio parlare dei Piano Magic live, e che live!
Venerdì 7 ottobre 2011 ho avuto la fortuna di assistere ad uno di quei concerti che non vedrò mai più nella vita, nelle Grotte di Castellana, un paese del sud-est barese, che ospita uno dei panorami naturali più belli della Puglia e fatemelo dire d’Italia.
Portati da un ascensore in questo
maestoso ingresso naturale e immersi nella cosiddetta “Grave” ovvero una voragine di oltre 60 metri, ci si trova di fronte ad uno scenario davvero suggestivo, e si capisce che quello sarà uno spettacolo unico.
Dopo esser stati trasformati in dei ghiaccioli umani, tanto era il freddo, le prime note di “You Never Loved This City” iniziano a scaldare le anime di tutti i presenti, più di duecento. Un palco fuori dal comune, con 5 elementi, Glen Johnson, Alasdair Steer (basso), Franck Alba (chitarra), Jerome Tchemeyan (batteria) e la cantante francese Angèle David-Guillou, in un gioco di scambi di ruoli. Un chitarrista che levatosi la chitarra impugna le bacchette e suona la batteria a 4 mani con il batterista, che a sua volta suona perennemente in piedi con un tocco mai eccessivo. Uno scambio e un incrocio di voci, ricco di sfumature e intensità ci ha presentato brani storici della band, e brani inediti, tratti dal nuovo album “ Life Has Not Finished With Me Yet” a breve in uscita (o almeno lo si spera!).
Penso che non ci siano parole per descrivere quel miracolo, a cui abbiamo assistito, dato dal connubio tra location e band e quella sensazione che le Grotte fossero animate da qualcosa di speciale, dalle luci, ai colori e alle ombre, intensificate da quel gioco di specchi creato naturalmente dallo scintillio delle stalattiti illuminate. E sono proprio quei colori a dare enfasi al tutto,alle due voci alternate e complementari di Glen Johnson e della francese Angèle David-Guillou,che sono riusciti a portarci in mondi surreali, cullati e mai abbandonati dalle premura di quei suoni. Ho apprezzato tanto la delicatezza del sound, non hanno mai spinto l’apparato vocale, anzi sembrava tutto sussurrato, come se stessero cantando al 20% delle loro potenzialità, ma non era importante, perché non serviva.
Non serviva a nulla gorgheggiare, enfatizzare, spingere e accattivare, no! Non serviva a nulla. Perché era tutto così intimo e timido, niente pose da rock.star, niente atteggiamenti costruiti, ma una fluidità, una maestria raffinata e sottile, da rendere superfluo tutto il resto. Una cosa mi ha molto colpito, la familiarità che aleggia nel gruppo, tra loro c’è un imprinting particolare, cantano tutti, in una sorta di silenzioso e partecipativo playback, come un fan canta a bassa voce tutte le parole della sua canzone preferita, così loro, tutti i membri del gruppo, accompagnavano le due voci principali, silenziosamente, come riuniti in una muta preghiera.


Parecchie volte sono stata attratta dall’idea di chiudere gli occhi e stare solo ad ascoltare, ma sarebbe stato un gesto molto stupido da parte mia, perché quello spettacolo di colori e atmosfere così particolari, raramente hai la fortuna di vederle.
Il freddo ormai non lo sentivo più, e neanche i Piano Magic sembravo più farci caso, nonostante la loro tenuta poco adatta a quelle temperature, ci hanno ricordato che loro vengono da Londra e sono abituati al freddo, “è come suonare nella metro di Londra” sono state le loro parole, ovviamente si sono apprestati a puntualizzare la differenza di scenario. Ci hanno lasciato delicatamente con due brani, “Comets” cantato interamente da

Angèle David-Guillou accompagnata solo dalla chitarra e “No Closure” questa volta eseguito solo da chitarra e Glen Johnson. Una volta lasciato il palco sono stati richiamati da un applauso che non tendeva a finire, e ci hanno deliziati con un ultimo brano suggerito dal pubblico. Per concludere, la serata che ha visto protagonista i Piano Magic e le Grotte di Castellana, cornice sublime di questo evento irripetibile, è stata ricca di suggestioni ed emozioni dalle tinte forti!
Un plauso va agli organizzatori di questo secondo appuntamento del Feedback Festival: Suoni nelle Grotte.
Il Festival si è diviso in tre serate, la prima il 30 settembre con John De Leo, il 7 ottobre con i Piano Magic e questo 14 ottobre con gli Spiritual Front. È bene ricordare l’ingresso gratuito a queste serate, è importante sottolinearlo, perché spettacoli come questi sono rari, e rare sono anche le persone che si ingegnano e si impegnano a valorizzare non solo la bella musica ma anche il nostro territorio, e a far conoscere all’estero le ricchezze naturali come quelle delle Grotte di Castellana, di cui è pieno il nostro Paese!
Foto di Enzo Totaro. Articolo pubblicato anche da www.stordisco.blogspot.com


sabato 15 ottobre 2011

BUGO "Nuovi rimedi per la miopia" (Universal, 2011)


Avete mai ascoltato un cantautore che canta Benzina Mia molto prima dell'aumento dei prezzi dei Santi Carburanti, che canta C'é Crisi prima dello scoppio dell'attuale crisi finanziaria o semplicemente cantare il quotidiano, come Casalingo o la mitica Gggelll (“io non esco se non ho il mio gel!”)?
Bugo, alias Cristian Bugatti, è quello che cerchiamo. Non un classico cantautore, attenzione: un musicista che scrive in melodie divertenti e incisive, pop-rock, country, rap, elettroniche. A queste tante sonorità ci ha abituato in questi anni, dal 2000 a oggi, da quando apparve con zainetto e jeans a Supersonic (MTV) cantando Io mi rompo i coglioni. La sua discografia ci segnala: 2000 La Prima Gratta – 2001 Sentimento Westernato - 2002 Dal lo fai al ci sei - 2004 Golia & Melchiorre - 2006 Sguardo Contemporaneo - 2008 Contatti. Il suo è stato, in fin dei conti, un cantautorato rock basato sull'osservazione del quotidiano, spesso avvicinato a Giorgio Gaber nella scrittura e a Celentano nelle movenze. Il nuovo album, uscito appena qualche settimana fa, si chiama “Nuovi Rimedi per la Miopia” e segna un netto cambio di rotta del livello di scrittura dei testi: non più l'osservazione del quotidiano, ma brani intimi, splendenti, introspettivi, alcuni perfino quasi mistici e religiosi. Una serenità interiore travisata in un album perfettamente suonante. Una volontà di tirar fuori quello che Cristian ha dentro se, già emerse in alcuni episodi dello scorso disco, come Felicità o Love Boat. Parliamo di E ora respiro, I miei occhi vedono (“Ora i miei occhi vedono / perché vedono te”), Il sangue mi fa vento, Mattino. Una finestra aperta sul suo animo, che appare sereno, ritrovato. E forse non sarà un caso che, da qualche anno, vive in India. In questo ultimo album non mancano però brani che riprendono il precedente modo di scrittura, incisivo, divertente e mai banale: Non ho tempo (un inno alla fretta e superficialità del mondo moderno “Non ho tempo per mangiare posso solo assaggiare..di avere una opinione personale..”), In pieno stile 2000 (“In pieno stile 2000 mi sto consumando”). A mio parere poco riusciti due brani del disco, Comunque io voglio te e Lamentazione nr 322 (praticamente una preghiera) che mi appaiono un po' monotoni. Ma spero di ricredermi.
E non è tutto. “Nuovi rimedi per la miopia” esce quasi in contemporanea del film Missione di Pace di Francesco Lagi (al cinema dal 28/10/2011), cui vede Bugo attore e scrittore dell'intera colonna sonora. Bugo, un'artista a 360 gradi, uno dei tanti poco valorizzati in Italia (ma su questo Cristian non sarà d'accordo, come mi ha risposto sul suo bel sito www.nuovirimediperlamiopia.com).


VOTO: 7

domenica 9 ottobre 2011

Laura Marling-" A Creature I Don't Know" (Recensione)

(Presente anche su Stordisco 08/10/2011)
Myspace Santo Subito!
È il caso di dirlo a proposito di questa cantautrice britannica.
Probabilmente sembrerà una frase blasfema considerando che forse questa è ormai l’era del Faccia-libro e che il povero Myspace si è dovuto mettere da parte, ma per Laura Marling è stato fatale. È stato il mezzo per arrivare a farsi notare.
Inutile dirvi quanto sia giovane la nostra cantautrice, quasi mi vergogno a dirlo, ma lei ha solo 21 anni, è nata infatti nel 1990, e ha già 3 album all’attivo, parecchi Ep e un curriculum di tutto rispetto. Tanto che si è aggiudicata un Brit Awards come “miglior artista femminile britannica”e un NME Awards. Ha spesso collaborato con I Noah and the Whale, gruppo inglese Folk\rock e i Mumford & Sons. Ma lo scarto di Laura Marling è accentuato da uno stato ancora in bilico tra la padronanza e la voglia di crescere e affermarsi.
E questo nuovo album non fa che confermare tutto ciò.
È, a mio parere, forse poco immediato, un primo ascolto non basta, ma è proprio al secondo e al terzo ascolto che si comincia a comprendere quanto sia giusto che Laura Marling sia riuscita in qualche modo a ritagliarsi una bella fetta nel panorama musicale inglese e non solo.
“A Creature I Don’t Know” è il titolo del suo nuovo lavoro, incentrato su questa Creatura sconosciuta che intimorisce e che ci porta sempre ad un costante lavorio interno, tra la paura e il desiderio di divincolarsi, effetto di una terribile tensione. Tema ampliamente esplicato nel brano “the Beast” nucleo centrale del concept della Marling che riecheggia sottilmente nelle sonorità e nelle note basse, tratti di Pj Harvey. Ma spero di non essere scontata nel cercare le influenze di questa giovanissima artista in personalità forti del quadro musicale degli anni ’60\’70 come Joni Mitchell, Suzanne Vega e Sandy Denny. Infatti oltre a saper impugnare una chitarra ed avere un attitudine Folk, hanno in comune un forte senso di straniamento e di tendenza all’inquietudine e alle forti suggestioni, ma che in Laura Marling, forse grazie alla sua giovane età, vengono attutite e mitigate da suoni che tendono ad andare oltre queste sensazioni, come possiamo rilevare nel brano “My friends”. L’incipit dell’album è affidato al brano “The Muse”, quasi ci fosse bisogno di una topica invocazione alle Muse, che con “the Salinas” danno quel sapore tipicamente Folk dalle tinte Dylaniane. Non manco di notare anche un accenno a Leonard Cohen, come si può assaporare nel brano “Night After Night”. Un “nu\Folk” quello di Laura Marling ricco di spunti e assolutamente consigliato.
Curiosità! Non è stata di parola la Marling che aveva annunciato due Album nel 2010, e invece il seguito di “I Speak Because I Can” , “A Creature I Don’t Know” è uscito solo questo settembre! Ma è comunque un album da tenere sott’occhio!

giovedì 6 ottobre 2011

CARMILLA Vs OVERCAOS! (Intervista doppia)

-pubblicato su www.noicattaroweb.it il 05/10/2011-
(curato da Gaetano Sanitate, Marica Ciavarella e Annachiara Càsimo)

Facciamo un salto nella vicina Casamassima e conosciamo questi ragazzi.
Carmilla e il Segreto dei Ciliegi nasce dal progetto solista di Giuliana Schiavone e affonda le radici nel romanzo “Carmilla” di S. Le Fanu in cui il vampiro donna Carmilla riesce ogni volta a rigenerarsi nel corso dei secoli. E così, anche la nostra Carmilla tende al cambiamento. Infatti negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi cambi di formazione e sound: da solista, a rock band e oggi in un ensemble intimo ed essenziale a tre con Roberto Ficarella alla batteria e Anna Surico alla chitarra (già chitarrista dei CFF e il Nomade Venerabile). Oggi il trio propone un live visionario ed intenso. Li ascolteremo il 19 Ottobre sulle frequenze di Radio 103, nel programma Indiepercui ore 21 e per tutto il prossimo autunno nei migliori locali baresi. http://www.youtube.com/watch?v=XoW0KZfUXyY
Gli Overcaos sono una rock-noise band. A differenza del gruppo precendente suonano ormai in pianta stabile con quattro elementi: Enrico Ricco (voce, chitarra), Federica Simone (basso), Giuseppe Ronghi (batteria) e Angelo Abbatecola (chitarra). Le loro canzoni rimandano in alcuni frangenti ai Marlene Kuntz dei primi album e ai Massimo Volume. Finalisti morali del concorso musicale Suoni a piede Libero (per il voto della giuria erano terzi) evidenziano ottime potenzialità di composizione e presenza scenica. http://www.myspace.com/overcaos
1. Presentate la vostra musica
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Dovremmo, forse, parlare della nostra “musicalità”, ancora prima della nostra musica”: il suono è una componente fondamentale della vita umana, costante, viscerale e universale. Carmilla e il Segreto dei Ciliegi si riallaccia proprio a questo concetto, diventando metafora della musicalità innata che trova la sua forma nella musica” e resiste al tempo. Carmilla, con la sua capacità di rigenerarsi, rianagrammando le lettere del proprio nome, sopravvive ai cambiamenti e incontra la sua identità. I ciliegi sono al contempo simbolo di coraggio: esili e delicati, resistono al freddo invernale, generando unʼintensa, e seppur breve, spiazzante fioritura. La musica anima, muove, distrugge quello che più non serve, e crea uno spazio pulito, ogni volta, per accogliere ciò che è “nuovo”. Il suono ci riallaccia alla nostra natura più autentica, dove il giudizio, il giusto o sbagliato, non esistono; la musica è il nostro posto sicuro”.
Overcaos:
Si possono scrivere i rumori?
2. Citate tre gruppi/musicisti che vi influenzano
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
La musica crea ponti e suggerisce emozioni senza imporle. Queste emozioni, pur nascendo dal vissuto dellʼartista, diventano in qualche modo una dimensione emotiva dellʼascoltatore. Questo è il grande potenziale del “suono umanamente organizzato” come affermava Blacking. Artisti che mi “emozionano” sono quelli che fanno musica con passione e umiltà, artisti che si sono donati alla musica, quasi con devozione. Mi hanno sicuramente “segnata” artisti come Smashing Pumpkins, la scena cantautorale italiana, soprattutto De André, di cui apprezzo tantissimo Anime Salve, e The Cure.
Overcaos:
Noir desir, sonic youth, Piero Ciampi
3. Fate un appello convincente ai locali delle nostre parti o agli organizzatori di una qualsiasi festa di paese affinchè vi facciano suonare dietro rigoroso rimborso spese.
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
In una società sempre più orientata all'omologazione e alla mercificazione, anche la musica è diventata bene di consumo. La maggior parte delle persone si convince di poter vivere cercando nella società quelle uniche realtà che in TV (principale fonte di "cultura" dei nostri giorni) sono proposte come forma di intrattenimento: calcio, reality show, ostentazione dell'eccesso e del cattivo gusto. Anche la musica diventa merce: spogliata quasi del tutto del suo valore artistico e simbolico, impacchettata da abili farmacisti in pillole di forma e colore sempre uguale, facilmente riconoscibili, da vendere al prezzo più alto possibile. Permettere ai gruppi emergenti di suonare i propri pezzi dal vivo significa opporsi a questo meccanismo. Valorizzando anche economicamente la passione e l'impegno che c'è dietro ogni singolo progetto di musica d'autore si permette al pubblico di confrontarsi con qualcosa di completamente nuovo e unico, sicuramente diverso dalla musica alla quale è abituato, con la speranza che possa nascere la voglia di cercare nella musica l'appagamento che solo una forma d'arte libera da qualsiasi stereotipo può dare.
Overcaos:
Il minimo che si possa offrire è diventato il massimo che si possa avere, è un contrasto che rende ridicolo ogni appello. Ad onor del vero ci piace suonare, e il non rifiutarci di farlo in situazioni al limite dell’assurdo ci ha permesso di conoscere un bel po’ di sorrisi nuovi . Invitiamo gli altri gruppi a boicottare gli assessori ignoranti e tirchi della nostra provincia che cercano di riempire le programmazioni estive dei nostri paeselli con esibizioni dal vivo low cost ed i concorsi che continuano a chiedere soldi ai gruppi, come galleristi con pittori emergenti.
4. Quanto è importante per un musicista assistere ai concerti? - Consigliate ai nostri lettori un
gruppo/musicista che vi ha particolarmente entusiasmato dal vivo.
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Due artisti che abbiamo ascoltato insieme di recente dal vivo sono Paolo Benvegnù e Moltheni, lʼemozione è stata grande, si tratta di artisti che non si limitano a “eseguire” i loro pezzi ma che li vivono, e tu lo senti in qualche modo. Avrei voluto anche assistere a un concerto degli Smashing Pumpkins dei tempi di Mellon Collie, Adore, o Machina. Suonare dal vivo è importantissimo. Quando suoni crei un dialogo con gli altri, emozioni e ti emozioni. Lʼascolto della musica dal vivo ha un potenziale enorme. Quale musicista riuscirebbe a definirsi tale se non perseguisse come uno dei suoi obiettivi principali il “fare musica” concreto? Fare musica significa collegare gli strumenti e iniziare a suonare e cantare i tuoi pezzi, comunicarli. Ogni volta in cui suoniamo non esistono più domande o aspettative durante la performance. Tutto quello che interessa è comunicare un'emozione che è mia ma che può dare qualcosa a chi ascolta. Quello che conta è la dignità della comunicazione, esprimere non concetti fini a se stessi ma donare qualcosa che resti, che "nutra" e fare del nostro meglio perché questo accada.
Overcaos:
Scontato dire che è essenziale veder suonare per imparare a farlo. Dal vivo ci hanno lasciati a bocca aperta gli Zu e ci ha emozionato l’energia di Lou Reed quest’estate a Lecce. Abbiamo un gran bel ricordo della data dei Ministri e dei Fratelli Calafuria al Nordwind (2008 ..?) insieme: tonnellate di energia un po’ brilla e di umiltà, sperando che resti anche con un contratto discografico alle spalle.
5 . Consigliate una vostra canzone all'altro gruppo -
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Addestro il pensiero” per la sua intensità. Rappresenta una domanda sul confine tra le cose e il loro nome, le loro etichette, tra quello che diciamo e quello che vorremmo o avremmo voluto dire, sussurrare o urlare, denunciare. Addestro il pensiero più limpido che ho per sopravvivere anche quando il mio pensiero è "viola". " Finto è il confine tra la colpa e il suo nome". Dare un nome diverso alle cose non ne cambia l'essenza e né l'assenza di un nome cambia la sensazione che le accompagna. Il testo nasce da una domanda su quello che accade dentro e più in generale su come la comunicazione dei media abbia il potere di plasmare e modificare la notizia di base o dirottare, deviare la realtà dei fatti.
Overcaos:
Per Carmilla, “Spleen” .
6. È da poco uscita la lista dei finalisti aspiranti al Premio Tenco. Se aveste potere decisionale, a quale disco (non necessariamente fra quelli arrivati in finale) assegnereste la targa come Miglior album in assoluto dell'anno?
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Hermann” - P. Benvegnù. Tutti i brani dellʼalbum sono collegati da un fil rouge concettuale; i testi mi raccontano lʼ“umanità” con unʼestrema, delicata, intensa umanità”. Tutto di questo lavoro mi comunica, dal concept della copertina, a ogni singola composizione testo-musica. Apprezzo particolarmente pezzi come “Venite, avanzate” o “Love is talking” e mi rammarico del fatto che la vera arte, quella umile, non sia valutata come meriterebbe, e resti alla maggior parte delle persone per lo più sconosciuta. Bisognerebbe diffondere buona musica in maniera inconsapevole e inconscia, bisogna che la buona musica sʼinfiltri e corroda questo triste e sterile panorama, vuoto di contenuti, e ancor peggio, di emozioni.
Overcaos:
Che brutta domanda. Di quelli in concorso non ci piace quasi nulla (nemmeno Vasco, gli si è rotto il disco). Di quelli usciti quest’anno avremmo candidato il lavoro di Cristina Donà e l’EP degli Overcaos
7. La vostra cover preferita.
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Irata-CSI o Bloodflowers dei Cure, semplicemente per quello che mi comunicano: le sonorità di questi pezzi e i loro testi contattano parti di me profonde e autentiche. Credo però che una cover non sia semplicemente da “eseguire”. Una cover rappresenta una grande sfida perché devi trasporre la tua percezione soggettiva del pezzo rispettando la linea del suo autore.
Overcaos:
Atmosphere, joy division
8. Quali sono i vostri progetti per i prossimi mesi
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
 La nostra demo “Carmilla e il Segreto dei Ciliegi” è nata dal bisogno di fissare in una forma semplice ma immediata un certo percorso creativo. La registrazione è nata dalla consapevolezza di essere già “nuovi” in un certo senso ma anche dalla convinzione che fosse importante stabilire un “punto” per accogliere in maniera più autentica gli stimoli e le direzioni che rispecchiano maggiormente ciò che siamo oggi. Siamo a lavoro su alcuni pezzi che suggeriscono una linea più sperimentale e più nostra. Quando riascolto le tracce o vivo il momento delle prove, riconosco una parte di me, di Anna e di Rob in ogni sonorità, come se ognuno di noi imprimesse la sua impronta nel pezzo che alla fine diventa “unico” ma fatto di mille sfaccettature. Cercheremo di “comunicare” quanto più possibile la nostra musica, attraverso i live che stiamo organizzando per lʼinverno, e anche attraverso lʼuso creativo del nostro blog: http://carmillaeilsegretodeiciliegi.blogspot.com
Overcaos:
Prove e la registrazione di un paio di brani in presa diretta, da portare con noi nella ricerca invernale di concerti!

sabato 1 ottobre 2011

"Tell Me" di Jessica Lea Mayfield





Classe ’89, anellino al naso, faccia pulita. Apparecchio ai denti, voce sottile. Malinconia, giovinezza e stile.
Lei è Jessica Lea Mayfield. Il suo esordio precoce a 15 anni, con l’EP “White LiesEP”, fa sì che venga notata da Dan Auerbach, leader dei Black Keys, che la introduce in un mondo più adulto di fare musica, non più relegata in una cameretta. Il 2008 è il momento del suo primo LP “ With Blasphermy So Heartfealt” album prodotto dal già citato Dan Auerbach che si dirà entusiasta di lavorare con lei. L’etichetta del musicista Folk\Rock è limitante per un’artista come Jessica, che va al di là del bel modo di fare musica e riesce ad immetterti in un mondo che passa dalla tenerezza all’angoscia, quasi stesse cantando e suonando in una dimensione parallela, forse ancora rinchiusa nella sua cameretta.
Nel 2011 è il turno del suo nuovo LP “Tell me” uscito a Febbraio, sotto l’etichetta Nonesuch\Warner ma non è ancora tardi per parlarne e soprattutto non è inutile perché quest’album è sicuramente un lavoro che arricchirebbe la libreria musicale di ognuno di noi! Brani come “Somewhere in Your Hart" e "Sometimes at night ” gli sceglierei come colonna sonora delle mie giornate. In questo nuovo lavoro ritroviamo uno spettro di suoni e atmosfere cupe che scioglie il Folk e le chitarre graffianti per abbracciare un Pop più delicato ma sempre accattivante. Il brano d’apertura del disco “I'll be the one that you want someday” parte con un intro un po’ alla Nancy Sinatra ma la soluzione del pezzo si risolve in modo meno ipnotico e più introspettivo così come la canzone che chiude invece l’album “Sleepless” è totalmente pregna del carattere emotivo e intimo di questa cantautrice. Il lavoro di Jessica Lea Mayfield riporta a questa ondata di nuovi e giovanissimi talenti quali Laura Marling, Sarah Jeffe, o gruppi come Wye Oak ( duo di Baltimora che mescola il Folk con noise) o ancora come The Everybodyfiedl.

Curiosità! Il nome di Jessica Lea Mayfield lo troviamo anche nello Spin, album tributo ai Nirvana, con il quale “Nevermind” viene totalmente e interamente e (forse meno fedelmente) interpretato da artisti del calibro dei Meat Puppets e dei Vaselines, proprio nel 2011, anno in cui cade il ventennale dell’album. Jessica coverizza il brano “Lounge Act “
"Tell Me" è un album consigliato e lei, lasciatemelo dire, è una tosta!

giovedì 15 settembre 2011

Intervista agli "AcomeandromedA"

Gli AcomeandromedA sono il gruppo che più ha impressionato la giuria tecnica e popolare del concorso musicale Suoni A Piede Libero, svoltosi a Rutigliano il 23-24-25-30 Agosto scorso. Ma questo è solo uno dei tanti palchi che negli ultimi anni hanno visto di scena il gruppo rock di Castellana nato nel 2008. Nel loro curriculum compare la presenza alla “Settimana della cultura italiana a Banja Luka (Bosnia Erzegovina), Alterfesta nel 2009 a Cisternino, Aritmia Mediterranea nel 2009 all'Arci di Molfetta, spalla a Bugo e Offlagadiscopax nel 2009, la partecipazione al Meeting delle Etichette Indiependenti di Faenza e al Saint Rock Festival di Mola nel 2008, vittoria del Festival Suoni a Sud Est sia nel 2008 che nel 2009 e la vittoria al Gioia Rock Festival quest'estate (presidente di giuria Vanni La Guardia dei CFF e Il Nomade Venerabile). Guidati dall'istrionico e quasi isterico Vito Indolfo che alterna la voce al flauto traverso, il gruppo dimostra di saperci fare sul palco, con maturità ed eleganza. Un tappeto sonoro piuttosto rock accompagna i testi intensi e mai banali di Vito, spesso accompagnato dal tastierista Willy Elefante alla voce.

E' in uscita questo mese il loro primo album dal titolo “Occhio comanda colori” http://www.rockit.it/album/15964/acomeandromeda-occhio-comanda-colori

Visto il successo riscosso a Rutigliano qualche settimana fa, il 17 Settembre prossimo sarà possibile assistere ad un loro concerto alla Festa de L'Unità di Noicàttaro in via Carmine. Non mancate all'appuntamento di una giovane rock band nostrana promettente.
Il 21 Settembre, inoltre, saranno ospiti in studio nella nostra trasmissione Indiepercui di Radio 103 (FM 103.7).

Abbiamo registrato per voi una loro intervista.

Presentate il vostro progetto artistico con principali riferimenti musicali e/o lettarari
AcomeandromedA nasce all'inizio del 2008 con l'ambizioso obiettivo di proporre qualcosa di nuovo, che prescinda da una logica prettamente commerciale del far musica.
Una realtà musicale vicina al rock, come cultura e modo d’essere, ma sicuramente non esauribile nello standard di etichette specifiche. Fra le influenze più evidenti s’intuiscono il grunge e il noise, con preziosi richiami alle atmosfere progressive che rivivono in chiave moderna.

Indiepercui si occupa anche di selezioni musicali post-live. Quali sono tre canzoni che fareste ascoltare subito dopo un vostro concerto?
Magari qualcuno del pubblico coglie l’ “occasione” e allora:
Je t’aime.. moi non plus – Serge Gainsbourg
Careless Whisper – George Michael
Ostia – Zu
In ordine rigoroso

Come meglio può sopravvivere l'attività musicale dalle nostre parti: fare rete con altri gruppi e/o organizzazioni del settore; puntare su un approccio egocentrico ed estetico del proprio progetto musicale; altro...?
L’attività musicale sopravvive se si è pronti a fare tutto ciò che non si pensava di dover fare: come si può si deve andare avanti, se non si può si deve potere.

Due parole per invitare la gente ad ascoltare il vostro disco!
Ad occhi chiusi