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giovedì 8 dicembre 2011

P.I.M.I. E FUORI DAL MUCCHIO - I PREMI ALLA NUOVA MUSICA ITALIANA



Come ogni anno, il Meeting delle Etichette Indipendenti, annuale rassegna musicale della musica italiana fatta in casa, si conclude con la premiazione riguardo il miglior disco, il miglior gruppo, il miglior solista, il miglior live, la miglior autoproduzione, la miglior etichetta indipendente e il miglior produttore della stagione 2011. Tutti i premi sono stati consegnati a Bari, domenica 27 novembre scorso, al Teatro Kismet, nella serata di chiusura del MEDIMEX-MEI 2011.
Tali premi sono affidati da una giuria presieduta da giornalisti e critici musicali italiani, quali: Federico Guglielmi (Il Mucchio, Radio Uno Rai), Aurelio Pasini (Il Mucchio – Fuori dal Mucchio), John Vignola (Il Mucchio, Radio Due Rai), Daniel Marcoccia (Free Lamce), Enrico Veronese (Blow Up, Italina Embassy), Valerio Corzani (Radio Tre Rai), Enrico Deregibus (Free Lance), Fabrizio Galassi (Repubblica.it/Kataweb, Wired), Barbara Tomasino (Rumore, radio Uno, Rai), Alessandro De Gerardis (Isoradio, Rai), Luca Valtorta (XL Repubblica), Claudio Agostoni (Radio Popolare).
Ecco i vincitori:
Miglior disco: Massimo Volume, "Cattive abitudini" – band fondamentale e di culto del rock italiano, tornato dopo quasi 6 anni con un disco, “Cattive abitudini”, accolto molto positivamente da pubblico e critica. 
Massimo Volume “Fausto” - http://www.youtube.com/watch?v=QNQfnns99gE 
Miglior gruppo: Quintorigo, una band poliedrica, dal pop al jazz, rinnovata con l'ingresso nel gruppo del nuovo cantante Luca Sapio che sostituisce in modo stabile John De Leo. Si segnala il loro recente album “English Garden”
Quintorigo “English Garden” - http://www.youtube.com/watch?v=_gsbcm4WuPo 
Miglior solista: Paolo Benvegnù, con il suo disco “Hermann” raggiunge l'apice della sua creatività artistica. Un cantautore rock italiano moderno e apprezzatissimo nei concerti.
Paolo Benvegnù “Love is talking” - http://www.youtube.com/watch?v=qnWKjTb-smw&feature=related 
Miglior Live: Brunori Sas, aka Dario Brunori, cantautore calabrese ammirato quest'estate al Giovinazzo Rock Festival, già Premio Ciampi come miglior esordiente nel 2009. Si segnalano i due album “Vol.1” e “Vol.2 Poveri Cristi”
Brunori Sas “Rosa” - http://www.youtube.com/watch?v=SRF5QRE162s 
Miglior autoproduzione: Valentina Gravilli per l'album "La balena nel Tamigi"
Valentina Gravilli “La balena nel Tamigi” - http://www.youtube.com/watch?v=M35uFTCbEes 
Miglior etichetta e relativo produttore artistico: 42 Records/Giacomo Fiorenza (Yuppie Flu, I Cani, Colapesce)

Inoltre la rivista musicale “Il Mucchio Selvaggio” consegna il premio Fuori dal Mucchio, il miglior disco d'esordio, a Iosonouncane con l'album “La macarena su Roma” (etichetta Trovarobato).
Iosonouncane è Jacopo Incani, cantautore sardo stravagante e isterico, miscela l'elettronica in “un'osservazione grottesca e satirica dell'attualità italiana”.
Iosonouncane “La macarena su Roma” - http://www.youtube.com/watch?v=UM7g8m2ZKRg&feature=related 

Prossimi eventi: 
15dicembre Le Luci della Centrale Elettrica – Oasi San Martino Acquaviva delle Fonti (Ba)
16dicembre L'ORSO + Indiepercui Dj Set  - Arci Tressett Giovinazzo (Ba)


Un Report del MEDIMEX-MEI 2011 è stato ascoltato nella trasmissione Indiepercui di Radio 103 dei nojani Marica, Annachiara, Gaetano - podcast: http://soundcloud.com/indiepercui103/indiepercui-medimex-mei-report 
Per maggiori approfondimenti: www.meiweb.it
(foto Brunori Sas live @ Teatro Kismet Bari di Annachiara Càsimo)
Articolo uscito anche per Noicattaro Web

mercoledì 23 novembre 2011

Meeting delle Etichette Indipendenti al MEDIMEX, Bari 2011


Il 2011 è stato un anno di importanti eventi musicali in Puglia che hanno portato eccellenti nomi nazionali e internazionali esibirsi sui nostri palchi: per la prima volta la nostra regione ha ospitato l'Italia Wave Love Festival, storica rassegna toscana (ricordiamo il concerto di Lou Reed!); il Giovinazzo Rock Festival ha dato prova di maturità, eterogeneità e originalità portando tanta musica italiana (Brunori Sas, Nada e Zen Circus, Casino Royale) e straniera (Deus, Fujiya e Miyagi, Dirty Beaches); il Buco Bum Festival di Noci (Nobraino, Nonvogliocheclara, Criminal Jokers); il Feedback Festival, stupenda cornice che ha visto suonare i Piano Magic nella grotta di Castellana.

Questi ultimi mesi non sono da meno: in questi giorni si è appena concluso TIME ZONES “Sulla via delle musiche possibili”, festival che ha portato al Teatro Forma e alla chiesa Santa Teresa dei Maschi artisti nazionali e sopratutto internazionali del calibro di Azita (Chicago-Usa – Iran), Piano Circus (GB), Agnes Obel (DK), Yan Tiersen (FR), Nils Frahm (GER), Dustin O'Halloran (USA), Evening Hymns (Canada). Bari è sembrata somigliare tanto a una capitale nord europea!

Novembre si chiude con il Meeting delle Etichette Indipendenti, annuale incontro nel settore musicale indipendente (o “fatto in casa”) italiano, che riunisce etichette discografiche, stazioni radiofoniche, riviste musicali e festival organizzato ogni anno da Giuliano Sangiorgi, patron dell'etichetta Audiocoop. Una fiera con eventi, show case, concerti tutta dedicata alla musica Made in Italy e, per quest'anno, con un occhio di riguardo agli artisti pugliesi. Infatti, si chiama proprio Meid in Puglia la compilation di band emergenti pugliesi lanciata da Audiocoop, Momart e circuito Arci real.
Per la precisione, il MEI sarà quest'anno ospite al MEDIMEX, la fiera delle musiche del mediterraneo, organizzato grazie a Puglia Sounds e Regione Puglia, che si svolgerà a Bari dal 24 al 27 Novembre presso la Fiera del Levante con un cartellone ricco di eventi. In fiera, oltre la mostra mercato, ci sanno vari convegni sul settore musicale e showcase. In particolare segnaliamo lo spazio “RadioRai”, in cui XL intervisterà Il Teatro degli Orrori e Vasco Brondi rispettivamente nella mattinata di venerdì e sabato. Inoltre, lo spazio Multisala ShowVille a Mungivacca ospiterà vari incontri in mattina tra gli studenti e la Fondazione Gaber; la sera ci saranno concerti di vari musicisti del mediterraneo. E, infine, per tutte le sere della rassegna si accenderanno le luci del Teatro Kismet Opera, tutte a ingresso gratuito: venerdì 25 con la presentazione di “Cosa volete sentire”, compilation di racconti di cantautori italiani contemporanei, con Simone Lenzi dei Virginiana Miller, Rossano Lo Mele dei Perturbazione e Marie Antoniette, il tutto in diretta su Radio Popolare; sabato 26 con la presentazione del nuovo albume del Teatro degli Orrori e i concerti di AcomeandromedA, Shotgun babies, Lietmotiv e altri; domenica 27 con la premiazione PIMI – Premio Italiano Musica Indipendente con Massimo Volume, Paolo Benvegnù, Quintorigo, Brunori Sas, Valentina Gravilli. Potete leggere il programma su http://www.pugliasounds.it/medimex/

Lo sviluppo di un circuito musicale, con eventi di media-piccola portata, può arricchire l'offerta di intrattenimento serale, sganciando il nostro territorio dal monopolio delle discoteche. La varietà della scelta, poter scegliere dove passare le serate tra eventi e luoghi diversi, porta beneficio alla società e all'economia del luogo. Una miglior redistribuzione del reddito speso tra venerdì e domenica può creare nuove opportunità di lavoro (si pensi alla crescita dei pub, dei live club, degli organizzatori di eventi, degli sponsor, dei mass media al seguito). Il MEI e il MEDIMEX, mirando alla conoscenza di una realtà, a nostro parere, servono anche a questo scopo.


L'evento sarà seguito dai ragazzi nojani di

Indiepercui 103
(Gaetano, Marica Annachiara)
mercoledi ore 21 http://www.radio103.tv/

venerdì 11 novembre 2011


Partendo dal presupposto che l’ultimo lavoro di Zola Jesus, al secolo Nika Roza Danilova, si propone come una netta cesura nella sua produzione artistica, non stiamo qui a giudicare il cambiamento necessariamente come una perdita di valore o come uno svuotamento di contenuti.
La pulzella (classe ’89) data il suo esordio nel 2009 con un full-length “The Spoil” e si presenta come un talento che punta alla sperimentazione del sound mirando ad esplorare luoghi ancora incolti nell’ambito musicale. Non a caso viene subito paragonata a grandi nomi della musica, come Lydia Lunch, Kate Bush, Siouxsie and the Banshees.
La si può quindi subito etichettare a tutti gli effetti come un’artista attiva sul piano della musica sperimentale che spazia in modo originale tra goth, classica e industrial. 
Dopo l’Ep “Stridulum” e il full-lenght “Stridulum II” pubblicati a breve distanza l’uno dall’altro è la volta di “Conatus”, targato Sacred Bones. 
Zola Jesus ci regala un album diverso dagli altri, più pulito, più semplice, di ampio respiro, ricco di echi e richiami. Richiami che non dovrebbero sorprendere e a cui siamo abituati, già il suo pseudonimo Zola Jesus è un evidente omaggio a Emile Zola e a Gesù.
Il brano di apertura “Swords” dalle corde un po’ superficiali lascia subito spazio alla seconda traccia “Avalanche” che invece ci immette, già dalle prime note, in un’atmosfera più cupa, caratterizzata da cori evocativi e che bene si intonano con il nuovo gusto musicale con cui l’artista russo-americana ha voluto improntare l’intero album, usando un apparato di archi di cui non si era servita nei precedenti lavori. A continuare l’album, il primo singolo, il porta-bandiera “Vessel” che va a rievocare, nel modo di spingere l’apparato vocale e negli umori dark, la Pj Harvey di “Stories From The City, Stories From The Sea” 
Un “Hikikomori” che si presenta superficialmente come una lirica dai colori allegri quando invece, come indica la parola giapponese stessa (‘Hikikomori’-ritiro), ci troviamo immersi in uno stato d’animo cupo, nel quale il male di vivere che affligge migliaia di persone viene espresso in una muta ribellione. E' la sonorità della parola a tradire il suo significato, così come nel brano di Zola Jesus, uno stato d’animo chiuso e riservato viene svelato in modo così aperto e ballabile riecheggiando sonorità tipiche degli XX.
Un’esplosiva “In Your Nature” potrebbe riportar alla mente la reinterpretazione del Boss di “Dream Baby Dream” dei Suicide ed una timida “Skin” in evidente contrasto con il resto dell’album, lascia scivolare sul finale “Collapse” con il suo tappeto di synth in una lenta nenia a chiudere quello che è l'album che porta in modo definitivo Nika all'attenzione mondiale.

Vorrei in conclusione triturare un concetto che mi ha affascinato molto enunciato da Daniel Pennac nel suo “Come un Romanzo”. I 10 diritti di chi legge, il quale ha libertà di leggere o non leggere, di saltare capitoli, di riprenderli, di lasciarli a metà, così ora vorrei applicare lo stesso principio ad un’artista che ha diritto di sperimentare, di fare un passo indietro, di mettersi in stand by, così come un ascoltatore possiede la facoltà di ascoltare o di farne a meno.
Perché è ormai moda tacciare di poca originalità chi non cambia mai il proprio modo di fare musica come è altrettanto criticabile chi decide di dare una sterzata alla propria produzione. Conatus appare in tutto e per tutto un momento di respiro di questa giovane artista alla quale obiettivamente si può criticare davvero molto poco, in attesa di una svolta futura.

-Pubblicato su Stordisco http://www.stordisco.blogspot.com/-

domenica 16 ottobre 2011

Live Report - Piano Magic nelle Grotte di Castellana (7/10/2011)

Premessa: Non voglio parlare dei Piano Magic, del loro curriculum artistico, perché in realtà sarebbe facile per ognuno di noi documentarsi a riguardo.
Ma voglio parlare dei Piano Magic live, e che live!
Venerdì 7 ottobre 2011 ho avuto la fortuna di assistere ad uno di quei concerti che non vedrò mai più nella vita, nelle Grotte di Castellana, un paese del sud-est barese, che ospita uno dei panorami naturali più belli della Puglia e fatemelo dire d’Italia.
Portati da un ascensore in questo
maestoso ingresso naturale e immersi nella cosiddetta “Grave” ovvero una voragine di oltre 60 metri, ci si trova di fronte ad uno scenario davvero suggestivo, e si capisce che quello sarà uno spettacolo unico.
Dopo esser stati trasformati in dei ghiaccioli umani, tanto era il freddo, le prime note di “You Never Loved This City” iniziano a scaldare le anime di tutti i presenti, più di duecento. Un palco fuori dal comune, con 5 elementi, Glen Johnson, Alasdair Steer (basso), Franck Alba (chitarra), Jerome Tchemeyan (batteria) e la cantante francese Angèle David-Guillou, in un gioco di scambi di ruoli. Un chitarrista che levatosi la chitarra impugna le bacchette e suona la batteria a 4 mani con il batterista, che a sua volta suona perennemente in piedi con un tocco mai eccessivo. Uno scambio e un incrocio di voci, ricco di sfumature e intensità ci ha presentato brani storici della band, e brani inediti, tratti dal nuovo album “ Life Has Not Finished With Me Yet” a breve in uscita (o almeno lo si spera!).
Penso che non ci siano parole per descrivere quel miracolo, a cui abbiamo assistito, dato dal connubio tra location e band e quella sensazione che le Grotte fossero animate da qualcosa di speciale, dalle luci, ai colori e alle ombre, intensificate da quel gioco di specchi creato naturalmente dallo scintillio delle stalattiti illuminate. E sono proprio quei colori a dare enfasi al tutto,alle due voci alternate e complementari di Glen Johnson e della francese Angèle David-Guillou,che sono riusciti a portarci in mondi surreali, cullati e mai abbandonati dalle premura di quei suoni. Ho apprezzato tanto la delicatezza del sound, non hanno mai spinto l’apparato vocale, anzi sembrava tutto sussurrato, come se stessero cantando al 20% delle loro potenzialità, ma non era importante, perché non serviva.
Non serviva a nulla gorgheggiare, enfatizzare, spingere e accattivare, no! Non serviva a nulla. Perché era tutto così intimo e timido, niente pose da rock.star, niente atteggiamenti costruiti, ma una fluidità, una maestria raffinata e sottile, da rendere superfluo tutto il resto. Una cosa mi ha molto colpito, la familiarità che aleggia nel gruppo, tra loro c’è un imprinting particolare, cantano tutti, in una sorta di silenzioso e partecipativo playback, come un fan canta a bassa voce tutte le parole della sua canzone preferita, così loro, tutti i membri del gruppo, accompagnavano le due voci principali, silenziosamente, come riuniti in una muta preghiera.


Parecchie volte sono stata attratta dall’idea di chiudere gli occhi e stare solo ad ascoltare, ma sarebbe stato un gesto molto stupido da parte mia, perché quello spettacolo di colori e atmosfere così particolari, raramente hai la fortuna di vederle.
Il freddo ormai non lo sentivo più, e neanche i Piano Magic sembravo più farci caso, nonostante la loro tenuta poco adatta a quelle temperature, ci hanno ricordato che loro vengono da Londra e sono abituati al freddo, “è come suonare nella metro di Londra” sono state le loro parole, ovviamente si sono apprestati a puntualizzare la differenza di scenario. Ci hanno lasciato delicatamente con due brani, “Comets” cantato interamente da

Angèle David-Guillou accompagnata solo dalla chitarra e “No Closure” questa volta eseguito solo da chitarra e Glen Johnson. Una volta lasciato il palco sono stati richiamati da un applauso che non tendeva a finire, e ci hanno deliziati con un ultimo brano suggerito dal pubblico. Per concludere, la serata che ha visto protagonista i Piano Magic e le Grotte di Castellana, cornice sublime di questo evento irripetibile, è stata ricca di suggestioni ed emozioni dalle tinte forti!
Un plauso va agli organizzatori di questo secondo appuntamento del Feedback Festival: Suoni nelle Grotte.
Il Festival si è diviso in tre serate, la prima il 30 settembre con John De Leo, il 7 ottobre con i Piano Magic e questo 14 ottobre con gli Spiritual Front. È bene ricordare l’ingresso gratuito a queste serate, è importante sottolinearlo, perché spettacoli come questi sono rari, e rare sono anche le persone che si ingegnano e si impegnano a valorizzare non solo la bella musica ma anche il nostro territorio, e a far conoscere all’estero le ricchezze naturali come quelle delle Grotte di Castellana, di cui è pieno il nostro Paese!
Foto di Enzo Totaro. Articolo pubblicato anche da www.stordisco.blogspot.com


sabato 15 ottobre 2011

BUGO "Nuovi rimedi per la miopia" (Universal, 2011)


Avete mai ascoltato un cantautore che canta Benzina Mia molto prima dell'aumento dei prezzi dei Santi Carburanti, che canta C'é Crisi prima dello scoppio dell'attuale crisi finanziaria o semplicemente cantare il quotidiano, come Casalingo o la mitica Gggelll (“io non esco se non ho il mio gel!”)?
Bugo, alias Cristian Bugatti, è quello che cerchiamo. Non un classico cantautore, attenzione: un musicista che scrive in melodie divertenti e incisive, pop-rock, country, rap, elettroniche. A queste tante sonorità ci ha abituato in questi anni, dal 2000 a oggi, da quando apparve con zainetto e jeans a Supersonic (MTV) cantando Io mi rompo i coglioni. La sua discografia ci segnala: 2000 La Prima Gratta – 2001 Sentimento Westernato - 2002 Dal lo fai al ci sei - 2004 Golia & Melchiorre - 2006 Sguardo Contemporaneo - 2008 Contatti. Il suo è stato, in fin dei conti, un cantautorato rock basato sull'osservazione del quotidiano, spesso avvicinato a Giorgio Gaber nella scrittura e a Celentano nelle movenze. Il nuovo album, uscito appena qualche settimana fa, si chiama “Nuovi Rimedi per la Miopia” e segna un netto cambio di rotta del livello di scrittura dei testi: non più l'osservazione del quotidiano, ma brani intimi, splendenti, introspettivi, alcuni perfino quasi mistici e religiosi. Una serenità interiore travisata in un album perfettamente suonante. Una volontà di tirar fuori quello che Cristian ha dentro se, già emerse in alcuni episodi dello scorso disco, come Felicità o Love Boat. Parliamo di E ora respiro, I miei occhi vedono (“Ora i miei occhi vedono / perché vedono te”), Il sangue mi fa vento, Mattino. Una finestra aperta sul suo animo, che appare sereno, ritrovato. E forse non sarà un caso che, da qualche anno, vive in India. In questo ultimo album non mancano però brani che riprendono il precedente modo di scrittura, incisivo, divertente e mai banale: Non ho tempo (un inno alla fretta e superficialità del mondo moderno “Non ho tempo per mangiare posso solo assaggiare..di avere una opinione personale..”), In pieno stile 2000 (“In pieno stile 2000 mi sto consumando”). A mio parere poco riusciti due brani del disco, Comunque io voglio te e Lamentazione nr 322 (praticamente una preghiera) che mi appaiono un po' monotoni. Ma spero di ricredermi.
E non è tutto. “Nuovi rimedi per la miopia” esce quasi in contemporanea del film Missione di Pace di Francesco Lagi (al cinema dal 28/10/2011), cui vede Bugo attore e scrittore dell'intera colonna sonora. Bugo, un'artista a 360 gradi, uno dei tanti poco valorizzati in Italia (ma su questo Cristian non sarà d'accordo, come mi ha risposto sul suo bel sito www.nuovirimediperlamiopia.com).


VOTO: 7

domenica 9 ottobre 2011

Laura Marling-" A Creature I Don't Know" (Recensione)

(Presente anche su Stordisco 08/10/2011)
Myspace Santo Subito!
È il caso di dirlo a proposito di questa cantautrice britannica.
Probabilmente sembrerà una frase blasfema considerando che forse questa è ormai l’era del Faccia-libro e che il povero Myspace si è dovuto mettere da parte, ma per Laura Marling è stato fatale. È stato il mezzo per arrivare a farsi notare.
Inutile dirvi quanto sia giovane la nostra cantautrice, quasi mi vergogno a dirlo, ma lei ha solo 21 anni, è nata infatti nel 1990, e ha già 3 album all’attivo, parecchi Ep e un curriculum di tutto rispetto. Tanto che si è aggiudicata un Brit Awards come “miglior artista femminile britannica”e un NME Awards. Ha spesso collaborato con I Noah and the Whale, gruppo inglese Folk\rock e i Mumford & Sons. Ma lo scarto di Laura Marling è accentuato da uno stato ancora in bilico tra la padronanza e la voglia di crescere e affermarsi.
E questo nuovo album non fa che confermare tutto ciò.
È, a mio parere, forse poco immediato, un primo ascolto non basta, ma è proprio al secondo e al terzo ascolto che si comincia a comprendere quanto sia giusto che Laura Marling sia riuscita in qualche modo a ritagliarsi una bella fetta nel panorama musicale inglese e non solo.
“A Creature I Don’t Know” è il titolo del suo nuovo lavoro, incentrato su questa Creatura sconosciuta che intimorisce e che ci porta sempre ad un costante lavorio interno, tra la paura e il desiderio di divincolarsi, effetto di una terribile tensione. Tema ampliamente esplicato nel brano “the Beast” nucleo centrale del concept della Marling che riecheggia sottilmente nelle sonorità e nelle note basse, tratti di Pj Harvey. Ma spero di non essere scontata nel cercare le influenze di questa giovanissima artista in personalità forti del quadro musicale degli anni ’60\’70 come Joni Mitchell, Suzanne Vega e Sandy Denny. Infatti oltre a saper impugnare una chitarra ed avere un attitudine Folk, hanno in comune un forte senso di straniamento e di tendenza all’inquietudine e alle forti suggestioni, ma che in Laura Marling, forse grazie alla sua giovane età, vengono attutite e mitigate da suoni che tendono ad andare oltre queste sensazioni, come possiamo rilevare nel brano “My friends”. L’incipit dell’album è affidato al brano “The Muse”, quasi ci fosse bisogno di una topica invocazione alle Muse, che con “the Salinas” danno quel sapore tipicamente Folk dalle tinte Dylaniane. Non manco di notare anche un accenno a Leonard Cohen, come si può assaporare nel brano “Night After Night”. Un “nu\Folk” quello di Laura Marling ricco di spunti e assolutamente consigliato.
Curiosità! Non è stata di parola la Marling che aveva annunciato due Album nel 2010, e invece il seguito di “I Speak Because I Can” , “A Creature I Don’t Know” è uscito solo questo settembre! Ma è comunque un album da tenere sott’occhio!

giovedì 6 ottobre 2011

CARMILLA Vs OVERCAOS! (Intervista doppia)

-pubblicato su www.noicattaroweb.it il 05/10/2011-
(curato da Gaetano Sanitate, Marica Ciavarella e Annachiara Càsimo)

Facciamo un salto nella vicina Casamassima e conosciamo questi ragazzi.
Carmilla e il Segreto dei Ciliegi nasce dal progetto solista di Giuliana Schiavone e affonda le radici nel romanzo “Carmilla” di S. Le Fanu in cui il vampiro donna Carmilla riesce ogni volta a rigenerarsi nel corso dei secoli. E così, anche la nostra Carmilla tende al cambiamento. Infatti negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi cambi di formazione e sound: da solista, a rock band e oggi in un ensemble intimo ed essenziale a tre con Roberto Ficarella alla batteria e Anna Surico alla chitarra (già chitarrista dei CFF e il Nomade Venerabile). Oggi il trio propone un live visionario ed intenso. Li ascolteremo il 19 Ottobre sulle frequenze di Radio 103, nel programma Indiepercui ore 21 e per tutto il prossimo autunno nei migliori locali baresi. http://www.youtube.com/watch?v=XoW0KZfUXyY
Gli Overcaos sono una rock-noise band. A differenza del gruppo precendente suonano ormai in pianta stabile con quattro elementi: Enrico Ricco (voce, chitarra), Federica Simone (basso), Giuseppe Ronghi (batteria) e Angelo Abbatecola (chitarra). Le loro canzoni rimandano in alcuni frangenti ai Marlene Kuntz dei primi album e ai Massimo Volume. Finalisti morali del concorso musicale Suoni a piede Libero (per il voto della giuria erano terzi) evidenziano ottime potenzialità di composizione e presenza scenica. http://www.myspace.com/overcaos
1. Presentate la vostra musica
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Dovremmo, forse, parlare della nostra “musicalità”, ancora prima della nostra musica”: il suono è una componente fondamentale della vita umana, costante, viscerale e universale. Carmilla e il Segreto dei Ciliegi si riallaccia proprio a questo concetto, diventando metafora della musicalità innata che trova la sua forma nella musica” e resiste al tempo. Carmilla, con la sua capacità di rigenerarsi, rianagrammando le lettere del proprio nome, sopravvive ai cambiamenti e incontra la sua identità. I ciliegi sono al contempo simbolo di coraggio: esili e delicati, resistono al freddo invernale, generando unʼintensa, e seppur breve, spiazzante fioritura. La musica anima, muove, distrugge quello che più non serve, e crea uno spazio pulito, ogni volta, per accogliere ciò che è “nuovo”. Il suono ci riallaccia alla nostra natura più autentica, dove il giudizio, il giusto o sbagliato, non esistono; la musica è il nostro posto sicuro”.
Overcaos:
Si possono scrivere i rumori?
2. Citate tre gruppi/musicisti che vi influenzano
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
La musica crea ponti e suggerisce emozioni senza imporle. Queste emozioni, pur nascendo dal vissuto dellʼartista, diventano in qualche modo una dimensione emotiva dellʼascoltatore. Questo è il grande potenziale del “suono umanamente organizzato” come affermava Blacking. Artisti che mi “emozionano” sono quelli che fanno musica con passione e umiltà, artisti che si sono donati alla musica, quasi con devozione. Mi hanno sicuramente “segnata” artisti come Smashing Pumpkins, la scena cantautorale italiana, soprattutto De André, di cui apprezzo tantissimo Anime Salve, e The Cure.
Overcaos:
Noir desir, sonic youth, Piero Ciampi
3. Fate un appello convincente ai locali delle nostre parti o agli organizzatori di una qualsiasi festa di paese affinchè vi facciano suonare dietro rigoroso rimborso spese.
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
In una società sempre più orientata all'omologazione e alla mercificazione, anche la musica è diventata bene di consumo. La maggior parte delle persone si convince di poter vivere cercando nella società quelle uniche realtà che in TV (principale fonte di "cultura" dei nostri giorni) sono proposte come forma di intrattenimento: calcio, reality show, ostentazione dell'eccesso e del cattivo gusto. Anche la musica diventa merce: spogliata quasi del tutto del suo valore artistico e simbolico, impacchettata da abili farmacisti in pillole di forma e colore sempre uguale, facilmente riconoscibili, da vendere al prezzo più alto possibile. Permettere ai gruppi emergenti di suonare i propri pezzi dal vivo significa opporsi a questo meccanismo. Valorizzando anche economicamente la passione e l'impegno che c'è dietro ogni singolo progetto di musica d'autore si permette al pubblico di confrontarsi con qualcosa di completamente nuovo e unico, sicuramente diverso dalla musica alla quale è abituato, con la speranza che possa nascere la voglia di cercare nella musica l'appagamento che solo una forma d'arte libera da qualsiasi stereotipo può dare.
Overcaos:
Il minimo che si possa offrire è diventato il massimo che si possa avere, è un contrasto che rende ridicolo ogni appello. Ad onor del vero ci piace suonare, e il non rifiutarci di farlo in situazioni al limite dell’assurdo ci ha permesso di conoscere un bel po’ di sorrisi nuovi . Invitiamo gli altri gruppi a boicottare gli assessori ignoranti e tirchi della nostra provincia che cercano di riempire le programmazioni estive dei nostri paeselli con esibizioni dal vivo low cost ed i concorsi che continuano a chiedere soldi ai gruppi, come galleristi con pittori emergenti.
4. Quanto è importante per un musicista assistere ai concerti? - Consigliate ai nostri lettori un
gruppo/musicista che vi ha particolarmente entusiasmato dal vivo.
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Due artisti che abbiamo ascoltato insieme di recente dal vivo sono Paolo Benvegnù e Moltheni, lʼemozione è stata grande, si tratta di artisti che non si limitano a “eseguire” i loro pezzi ma che li vivono, e tu lo senti in qualche modo. Avrei voluto anche assistere a un concerto degli Smashing Pumpkins dei tempi di Mellon Collie, Adore, o Machina. Suonare dal vivo è importantissimo. Quando suoni crei un dialogo con gli altri, emozioni e ti emozioni. Lʼascolto della musica dal vivo ha un potenziale enorme. Quale musicista riuscirebbe a definirsi tale se non perseguisse come uno dei suoi obiettivi principali il “fare musica” concreto? Fare musica significa collegare gli strumenti e iniziare a suonare e cantare i tuoi pezzi, comunicarli. Ogni volta in cui suoniamo non esistono più domande o aspettative durante la performance. Tutto quello che interessa è comunicare un'emozione che è mia ma che può dare qualcosa a chi ascolta. Quello che conta è la dignità della comunicazione, esprimere non concetti fini a se stessi ma donare qualcosa che resti, che "nutra" e fare del nostro meglio perché questo accada.
Overcaos:
Scontato dire che è essenziale veder suonare per imparare a farlo. Dal vivo ci hanno lasciati a bocca aperta gli Zu e ci ha emozionato l’energia di Lou Reed quest’estate a Lecce. Abbiamo un gran bel ricordo della data dei Ministri e dei Fratelli Calafuria al Nordwind (2008 ..?) insieme: tonnellate di energia un po’ brilla e di umiltà, sperando che resti anche con un contratto discografico alle spalle.
5 . Consigliate una vostra canzone all'altro gruppo -
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Addestro il pensiero” per la sua intensità. Rappresenta una domanda sul confine tra le cose e il loro nome, le loro etichette, tra quello che diciamo e quello che vorremmo o avremmo voluto dire, sussurrare o urlare, denunciare. Addestro il pensiero più limpido che ho per sopravvivere anche quando il mio pensiero è "viola". " Finto è il confine tra la colpa e il suo nome". Dare un nome diverso alle cose non ne cambia l'essenza e né l'assenza di un nome cambia la sensazione che le accompagna. Il testo nasce da una domanda su quello che accade dentro e più in generale su come la comunicazione dei media abbia il potere di plasmare e modificare la notizia di base o dirottare, deviare la realtà dei fatti.
Overcaos:
Per Carmilla, “Spleen” .
6. È da poco uscita la lista dei finalisti aspiranti al Premio Tenco. Se aveste potere decisionale, a quale disco (non necessariamente fra quelli arrivati in finale) assegnereste la targa come Miglior album in assoluto dell'anno?
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Hermann” - P. Benvegnù. Tutti i brani dellʼalbum sono collegati da un fil rouge concettuale; i testi mi raccontano lʼ“umanità” con unʼestrema, delicata, intensa umanità”. Tutto di questo lavoro mi comunica, dal concept della copertina, a ogni singola composizione testo-musica. Apprezzo particolarmente pezzi come “Venite, avanzate” o “Love is talking” e mi rammarico del fatto che la vera arte, quella umile, non sia valutata come meriterebbe, e resti alla maggior parte delle persone per lo più sconosciuta. Bisognerebbe diffondere buona musica in maniera inconsapevole e inconscia, bisogna che la buona musica sʼinfiltri e corroda questo triste e sterile panorama, vuoto di contenuti, e ancor peggio, di emozioni.
Overcaos:
Che brutta domanda. Di quelli in concorso non ci piace quasi nulla (nemmeno Vasco, gli si è rotto il disco). Di quelli usciti quest’anno avremmo candidato il lavoro di Cristina Donà e l’EP degli Overcaos
7. La vostra cover preferita.
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
Irata-CSI o Bloodflowers dei Cure, semplicemente per quello che mi comunicano: le sonorità di questi pezzi e i loro testi contattano parti di me profonde e autentiche. Credo però che una cover non sia semplicemente da “eseguire”. Una cover rappresenta una grande sfida perché devi trasporre la tua percezione soggettiva del pezzo rispettando la linea del suo autore.
Overcaos:
Atmosphere, joy division
8. Quali sono i vostri progetti per i prossimi mesi
Carmilla e il Segreto dei ciliegi:
 La nostra demo “Carmilla e il Segreto dei Ciliegi” è nata dal bisogno di fissare in una forma semplice ma immediata un certo percorso creativo. La registrazione è nata dalla consapevolezza di essere già “nuovi” in un certo senso ma anche dalla convinzione che fosse importante stabilire un “punto” per accogliere in maniera più autentica gli stimoli e le direzioni che rispecchiano maggiormente ciò che siamo oggi. Siamo a lavoro su alcuni pezzi che suggeriscono una linea più sperimentale e più nostra. Quando riascolto le tracce o vivo il momento delle prove, riconosco una parte di me, di Anna e di Rob in ogni sonorità, come se ognuno di noi imprimesse la sua impronta nel pezzo che alla fine diventa “unico” ma fatto di mille sfaccettature. Cercheremo di “comunicare” quanto più possibile la nostra musica, attraverso i live che stiamo organizzando per lʼinverno, e anche attraverso lʼuso creativo del nostro blog: http://carmillaeilsegretodeiciliegi.blogspot.com
Overcaos:
Prove e la registrazione di un paio di brani in presa diretta, da portare con noi nella ricerca invernale di concerti!