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mercoledì 20 ottobre 2010

Beautiful: Marlene Kuntz-Gianni Maroccolo-Howie B


Mentre nel chiacchiericcio pseudo indie da bar cominciano a perdere la fama di rockstars, i Marlene Kuntz tornano nei negozi di dischi con un progetto parallelo e inaspettato che anticipa l'uscita del loro prossimo album atteso per fine Novembre. Il trio, infatti, si ritrova con Gianni Maroccolo e Howie B (produttore scozzese, tra gli altri si ricorda: U2, Bjorke, Elisa) in uno nuovo progetto, sperimentale e provocatorio: Beautiful. Il disco nasce interamente da una improvvisazione di due giornate al teatro Petrella di Longiano (FC). In questo disco è colta la scintilla creativa dei cinque in modo naturale e spontaneo. Ne fotografa l'istante della spontanea performance creativa dei cinque, senza metter mani sulle registrazioni né curare nessuna produzione esecutiva. In principio nasce come un disco strumentale. I testi, infatti, appaiono solo in alcuni brani ed è facilmente notabile come solo In your eyes sia curato. L'eccezione è la traccia White Rabbit, la cover dei Jefferson Airplane, che è la registrazione live eseguita all'Italian Love Festival del 2009. Il tutto esce con la neonata etichetta Alkemy Records (figlia di Alkemy Lab, la nuova factory di Gianni Maroccolo) dell'Ala Bianca Group, una tra le maggiori etichette indipendenti italiane.
L'album è dunque maggiormente strumentale, presentando il cantato in solo 5 tracce delle 12 presenti. Il progetto composto da tre anime ben distinte: le chitarre del trio Marlene Kuntz tornano imperiose, limitate dagli effetti elettronici di Howi B e dal solito tocco di basso del buon Gianni Maroccolo. L'elettronica di Howie B è il filo conduttore e si sente. Il cantato è in inglese che rende chiaro l'obiettivo di questa produzione discografica di varcare i confini nazionali. Il singolo In our Eyes è forse il brano più radiofonico ma che meno rappresenta il disco, in quanto presenta una più cura nei dettagli. Se l'iniziale Pow Pow Pow e la conclusiva I Can Play and I don't Want to vi possono far sembrare questo un nuovo disco dei Marlene Kuntz, i pezzi strumentali Tarantino, Single Too, Fatiche, Suzuki, Giorgis vi faranno cambiare idea prima di consolidarvele con Flowers, che inietta 14 minuti di note, un degno vampa parto musicale dei cinque musicisti. Inoltre da non dimenticare il blues What's my name cantata da Howie B. Ma Beautiful non finisce qui: è previsto infatti l'uscita di un film-documentario della session di Longiano dei cineasti Fernando Maraghini e Maria Erica Pacileo.
Se Beautiful fosse cantato in italiano sembrerebbe una dolce coinvolgente evoluzione di Spore dei Marlene Kuntz, forse per il semplice fatto che la componente marleniana è la maggioranza. Ma così non è. La presenza di Howie B si fa sentire e porta il progetto in una sua propria dimensione musicale, scansando equivoci. Un buon disco da ascoltare spassionatemente in soggiorno, magari sorseggiando una birra e attendendo di essere nuovamente sorpresi in uno dei loro concerti.